Il debole rapporto sull'occupazione Usa non scuote listini

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 16 dic - Il fiacco mercato del lavoro Usa non intacca le stime degli investitori sui prossimi tagli dei tassi Fed e le Borse reagiscono con un certo nervosismo a questo stallo, già appesantite dalle vendite su petroliferi e comparto Difesa (sull'onda di un eventuale accordo sull'Ucraina). La seduta, per lunghi tratti volatile, si chiude così con i listini del Vecchio Continente alla fine tutti in "rosso", inclusa Milano (Ftse Mib giù dello 0,3%) che pure ha provato a resistere a lungo sulla parità, per poi arrendersi in scia a Wall Street. E mentre il favorito per la prossima presidenza della Federal Reserve, Kevin Hassett, assicura che l'indipendenza della Banca centrale è "molto importante", l'impressione nelle sale operative che è questi dati macro, arrivati con mesi di ritardo per colpa dello 'shutdown' governativo, in fondo non riflettano una vera frenata dell'economia statunitense, ma solo un suo rallentamento a causa delle tensioni sui dazi.

A Piazza Affari brilla il lusso con Moncler (+2,3%) e l'intero comparto bancario, a partire da Mediobanca (+1,1%) ed Mps (+0,7%) che ormai ha quasi azzerato le perdite innescate a fine novembre dopo le indagini della procura milanese sulla scalata a Piazzetta Cuccia. Sul fronte opposto pioggia di vendite su Leonardo (-3,9%) assieme a tutto il comparto europeo della Difesa (Fincantieri -9,1%). Corre ancora la Juventus (+2,3%) con il mercato che scommette su un rilancio di Tether per rilevare il club dopo il "no" di Exor.

Sul mercato valutario, l'euro sale a 1,1770 dollari (da 1,1757 ieri in chiusura) e 182,25 yen (182,50), mentre il dollaro-yen si attesta a 154,87 (155,25). Sul fronte dell'energia finisce ko il prezzo del petrolio con il future gennaio sul Wti in calo del 2,8% a 55,3 dollari al barile e il Brent che scivola del 2,6% a 58,9 dollari (calando sotto i 60 dollari per la prima volta da maggio sulla scommessa di un accordo di pace in Ucraina). Cede il 2,6% il gas che viaggia a 26,6 euro al megawattora sulla piattaforma Ttf di Amsterdam. Il prezzo dell'oro scende dello 0,1% a 4.300 dollari l'oncia e il Bitcoin sale oltre gli 87mila dollari (+1,6 per cento).

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