(Alliance News) - Altre vendite a piene mani in Europa venerdì, coi listini del Vecchio Continente che continuano a pagare dazio per le tensioni politiche che si respirano in particolare in Francia.
Axel Rudolph, Senior Market Analyst presso IG, ha dichiarato: "Gli indici azionari europei continuano la loro disfatta mentre le lotte politiche interne tra i partiti francesi diventano farsesche. I deflussi di fondi dall'Europa verso i mercati emergenti e i mega titoli statunitensi hanno contribuito a far sì che l'S&P 500 e il Nasdaq 100 toccassero nuovi massimi questa settimana mentre il CAC 40 francese è sceso di circa il 5%".
Il FTSE Mib ha chiuso venerdì in calo del 2,8% a 32.665,21, il Mid-Cap ha perso l'1,5% a 46.390,02, lo Small-Cap ha registrato una perdita dell'1,4% a 28.240,76 mentre l'Italia Growth ha ceduto lo 0,3% a 8.048,51.
In Europa, il FTSE 100 di Londra ha chiuso in calo dello 0,2%, il CAC 40 di Parigi ha perso il 2,9% mentre il DAX 40 di Francoforte ha ceduto l'1,4%.
Sul listino delle blue chip, gli unici due rialzisti sono Amplifon - in rialzo dell'1,2% - e Inwit, che sale invece dello 0,3% dopo aver fatto sapere di aver formalizzato un accordo che prevede un diritto di opzione per l'acquisto di una quota di controllo esclusivo del 51% del capitale sociale della società Boldyn Networks Smart City Roma che si è aggiudicata, alla fine dello scorso anno, la gara per la concessione del progetto Roma 5G.
Sul fondo, si piazzano le banche, con UniCredit che registra un tonfo del 5,6% e BPER Banca che segue con un calo del 4,0%.
Male poi gli industriali, con Leonardo in rosso del 5,3% e Iveco Group che continua a perdere terreno in Borsa, chiudendo in calo del 5,1%.
Sul Mid-Cap, Intercos sale dell'1,6% a EUR15,68 dopo il 3,9% di contrazione della vigilia.
Vendite su MFE, con le azioni classe A che cedono il 2,2%. Questa categoria di azioni ha chiuso la sessione del giorno prima con una contrazione del 4,8%. Le azioni B, invece, hanno perso il 5,3%.
Salvatore Ferragamo ha invece ceduto il 3,4% a EUR8,6950 per azione, con il titolo che, dall'inizio dell'anno, segna un deprezzamento di circa il 28%.
Saras ha chiuso in calo dello 0,4% dopo che Vitol ha ricevuto l'autorizzazione alle sovvenzioni estere da parte della Commissione Europea.
Inoltre, si sono avverate le condizioni sospensive per il perfezionamento dell'operazione di acquisizione, da parte di Vitol, del 35% di Saras dai Moratti. Pertanto, è previsto che il closing abbia luogo al più tardi entro la fine di giugno.
Per effetto del closing, Vitol, mediante una società veicolo, sarà tenuta a promuovere un'offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulle restanti azioni Saras. Ulteriori informazioni sull'OPA verranno fornite più avanti.
Sui listini minori, GO internet ha chiuso in parità dopo aver fatto sapere venerdì che, insieme al socio di maggioranza, BID-GO, ha sottoscritto un contratto di finanziamento soci per l'erogazione, da BID-GO a GO internet, di un finanziamento soci fruttifero di EUR700.000.
Il finanziamento è diretto a soddisfare le esigenze economico-finanziarie della società a breve termine. Il tasso applicato è del 2%.
Va ricordato che BID-GO ha promosso un'OPA su GO internet lo scorso 31 maggio ed è intermante controllata da Tiscali, a sua volta controllata da Tessellis, che ha chiuso in calo del 4,0%.
Bialetti Industrie ha perso l'1,4, proseguendo la scia ribassista iniziata tre sedute prima.
Fra le PMI, Bellini Nautica è salita del 10%, portando il prezzo a quota EUR2,80, dopo la chiusura flat della vigilia.
Eligo non ha scambiato. La società ha comunicato i risultati del 2023, esercizio chiuso con una perdita di EUR2,5 milioni in peggioramento da un passivo di EUR940.000 registrato nel 2022.
I ricavi delle vendite ammontano a EUR1,9 milioni da EUR2,1 milioni nel 2022. L'Ebitda adjusted del 2023 è negativo per EUR1,9 milioni da un valore negativo di EUR360.000. L'Ebit è pari a meno EUR2,5 milioni dal dato negativo di EUR890.000. Il titolo ha %.
In coda, Giglio.com ha perso il 6,0% a EUR1,87 per azione, oggetto di profit taking dopo quattro seute da rialzista.
A New York, il Dow è in calo dello 0,5% a 38.464,22, il Nasdaq è giù dello 0,1% a 17.642,06 mentre l'S&P 500 cede lo 0,3% a 5.417,22.
Tra le valute, l'euro passa di mano a USD1,0694 da USD1,0764 di ieri in chiusura azionaria europea mentre la sterlina vale USD1,2678 da USD1,2755 di giovedì sera.
Tra le commodity, il Brent si quota a USD82,78 al barile da USD82,81 al barile di giovedì in chiusura. L'oro scambia invece a USD2.331,03 l'oncia da USD2.312,10 di giovedì sera.
Il calendario macroeconomico di lunedì si apre con l'indice Rightmove dei pezzi delle case in UK, in arrivo alle 0101 CEST, seguito dai dati sui prinicpali ordinativi di macchinari giapponesi, alle 0150 CEST.
Il focus si sposta sulla Cina, con prezzi delle case, produzione industriale, vendite al dettaglio e tasso di disoccupazione mentre, in Europa, occhi sull'inflazione italiana, in arrivo alle 1000 CEST, e sulla riunione dell'Eurogruppo, due ore più tardi. Dalla Spagna, arriveranno i dati della bilancia commerciale, alle 1000 CEST.
In USA, l'attenzione sarà rivolta alle aste di T-Note a tre e sei mesi e al discorso di Harker, membro del FOMC.
Tra le società di Piazza Affari, sono previsti i risultati di Zucchi.
Di Giuseppe Fabio Ciccomascolo, Alliance News senior reporter
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