RBC conferma su Eni la raccomandazione 'sector perform' con prezzo obiettivo a EUR28, dopo aver aggiornato le stime a seguito dei risultati del primo trimestre 2026, giudicati nel complesso contrastati ma accompagnati da indicazioni prospettiche più favorevoli.

Gli analisti guidati da Biraj Borkhataria sottolineano come il gruppo abbia riportato numeri "mixed", con un risultato sottostante inferiore alle attese di mercato, penalizzato in particolare dalla debolezza del downstream, legata a maggiori attività di manutenzione.

Tuttavia, secondo RBC, "i numeri sono stati oscurati da una guidance più positiva", che ha sostenuto un aumento significativo della remunerazione agli azionisti, con il buyback rivisto a EUR2,8 miliardi da EUR1,5 miliardi.

La banca evidenzia inoltre che il management ha lasciato intendere la possibilità di un'ulteriore revisione al rialzo con i risultati del secondo trimestre, con una stima interna di riacquisti pari a EUR3,2 miliardi, aggiungendo che il potenziale di distribuzione rappresenta "una questione di quando, non se".

Sul fronte operativo emergono diversi catalizzatori positivi nel breve termine. In Indonesia, la chiusura dell'operazione prevista nel secondo trimestre dovrebbe generare incassi netti per Eni, mentre la recente scoperta rafforza ulteriormente il portafoglio di sviluppo.

Parallelamente, la deconsolidazione di Plenitude comporta la rimozione di EUR2,6 miliardi di debito dal bilancio, contribuendo a migliorare il profilo di leva e sostenendo la tesi di distribuzione. In Venezuela, la situazione resta in evoluzione, ma RBC si attende progressi nei prossimi mesi e un potenziale contributo alla crescita non incluso nelle attuali guidance al 2030.

Tra i fattori di rischio, gli analisti indicano la possibile cessione di una quota da parte del Governo italiano, che detiene il 2,17% direttamente e circa il 30% indirettamente, con il rischio che un collocamento possa pesare sul titolo nel breve periodo.

Sul fronte delle stime, RBC incorpora effetti contrastanti, con l'utile per azione 2026 rivisto al rialzo del 3% e il CFFO ridotto del 3%. Le nuove ipotesi includono una produzione attesa a 1,78 milioni di barili equivalenti al giorno nel 2026 e un utile per azione pari a EUR3,04, con dividendo stimato a EUR1,10 per azione.

Per il 2026, RBC stima ricavi pari a EUR69,85 miliardi, Ebitda a EUR20,97 miliardi da EUR12,94 miliardi del 2025 e un utile netto adjusted a EUR8,96 miliardi da EUR4,99 miliardi.

A livello valutativo, la banca continua a basarsi su un mix tra multipli EV/DACF normalizzati e somma delle parti, mantenendo il target a EUR28, con uno scenario rialzista a EUR32 e uno ribassista a EUR18 in funzione dell'andamento del Brent.

Nel complesso, RBC riconosce un miglioramento nella percezione della strategia "satellitare" e nei progressi dell'upstream.