Intesa Sanpaolo conferma su FILA la raccomandazione "buy" e riduce il target price a EUR14,70 da EUR16,10, mantenendo un giudizio positivo sul titolo e indicando un potenziale di rialzo rilevante rispetto alle quotazioni attuali.

L'analisi, firmata da Giada Cabrino, evidenzia come il gruppo continui a presentare un posizionamento solido in un contesto macroeconomico ancora complesso, grazie a una base industriale e commerciale ben strutturata.

In questo quadro, viene sottolineato che "in un contesto macro ancora sfidante, riteniamo che FILA resti ben posizionata per valorizzare i propri punti di forza competitivi", tra cui la presenza produttiva a supporto della crescita in Nord America, i miglioramenti di efficienza in Europa, i primi segnali positivi dei prodotti DOMS e la ripresa attesa in Italia grazie alle sinergie con Seven.

Gli analisti mettono inoltre in evidenza come il gruppo mantenga "il focus sulla redditività più che sui volumi, insieme a una solida generazione di cassa e a una continua attenzione alla remunerazione degli azionisti".

Sul fronte dei risultati, il 2025 si è chiuso in linea con le attese nonostante un contesto caratterizzato da criticità quali dazi, riduzioni dei budget scolastici in USA e UK e importazioni illegali in Messico.

I ricavi si sono attestati a EUR572,2 milioni rispetto a EUR612,6 milioni dell'anno precedente, con una flessione del 3,1% a cambi costanti, mentre l'Ebitda adjusted è sceso a EUR93,3 milioni da EUR103,1 milioni, con una marginalità al 18,4% rispetto al 19,3%. L'utile netto adjusted è diminuito a EUR33,0 milioni da EUR40,9 milioni.

La generazione di cassa si è confermata robusta, con un free cash flow to equity pari a EUR35,6 milioni, o EUR47 milioni su base normalizzata, in linea con la guidance, mentre l'indebitamento finanziario netto è salito a EUR189,5 milioni da EUR181,1 milioni.

Il gruppo ha inoltre proposto un dividendo di EUR0,24 per azione e annunciato un piano di riacquisto di 1,3 milioni di azioni.

Guardando alle prospettive, le stime per il 2026 indicano un ritorno alla crescita, con ricavi attesi a EUR674,8 milioni rispetto a EUR572,2 milioni del 2025, Ebitda adjusted previsto a EUR109,6 milioni da EUR93,3 milioni e utile netto adjusted a EUR47,2 milioni da EUR33,0 milioni.

L'indebitamento netto è stimato in aumento a EUR212,7 milioni, anche per effetto dell'acquisizione di Seven, con una successiva riduzione negli anni seguenti.

Per il 2026, il management prevede una crescita a doppia cifra sia dei ricavi sia dell'Ebitda adjusted, con un free cash flow to equity atteso tra EUR40 milioni ed EUR50 milioni.

Gli analisti segnalano inoltre i primi segnali di miglioramento della domanda, già visibili in Europa nella seconda metà del 2025 e negli USA nel quarto trimestre, mentre il mercato messicano dovrebbe progressivamente normalizzarsi.

Dal punto di vista strategico, viene evidenziato il rafforzamento del controllo distributivo e le sinergie con Seven, oltre allo sviluppo di DOMS, considerato un asset chiave.

In particolare, viene sottolineato che, escludendo dal market cap la partecipazione del 26,01% in DOMS, il titolo tratterebbe a circa 2,5 volte l'EV/Ebitda 2026, evidenziando una valutazione contenuta.

La valutazione si basa su un approccio sum-of-the-parts che combina un modello DCF per il gruppo e il valore di mercato della partecipazione in DOMS, mentre il taglio del target price riflette principalmente il calo del titolo DOMS, sceso di circa il 15% dall'ultimo aggiornamento.

Nel complesso, viene ribadita una view costruttiva, sostenuta dalla capacità di generare cassa e dalla resilienza operativa in un contesto macroeconomico ancora incerto.