Berenberg conferma la raccomandazione 'buy' su Ferrari, mantenendo invariati i target price a EUR381,00 per il titolo quotato a Milano e a USD447,00 per quello quotato a New York.
Gli analisti Michael Filatov, Romain Gourvil e Tommy Whitfield definiscono "solidi" i risultati del primo trimestre 2026, pur evidenziando come il mercato abbia reagito negativamente alle indicazioni del management su una seconda metà dell'anno attesa più equilibrata rispetto alla prima.
Secondo il broker, il calo del titolo di circa il 4% nella seduta successiva ai conti è stato determinato soprattutto dal cambiamento nel messaggio relativo alla distribuzione di Ebit e prezzi medi di vendita tra primo e secondo semestre, ora considerati "più bilanciati" nel corso dell'esercizio.
Gli esperti spiegano che "pur apprezzando il forte primo trimestre e la conferma della guidance 2026 in un contesto macroeconomico difficile, il cambiamento nella comunicazione probabilmente porterà a stime di mercato più basse sull'intero esercizio e rappresenta un ulteriore colpo alla fiducia degli investitori nel messaging della società".
Berenberg continua comunque a considerare la guidance 2026 "raggiungibile", ritenendo che Ferrari sia in grado di compensare eventuali dazi attraverso aumenti di prezzo e di assorbire costi temporanei o discontinuità operative grazie al mix di prodotto.
Gli analisti ritengono inoltre che il mercato possa aver sopravvalutato il contributo delle consegne della F80 nel 2026, ipotizzando che le spedizioni della supercar quest'anno saranno "più limitate del previsto", lasciando così maggiore potenziale sugli utili del 2027 e del 2028.
Sul fronte operativo, il broker sottolinea che ricavi ed Ebit adjusted del primo trimestre hanno superato il consenso di circa l'1%, attestandosi rispettivamente a EUR1,56 miliardi e EUR548 milioni.
La performance superiore alle attese è stata sostenuta da un mix geografico e di prodotto più favorevole, con spedizioni riallocate dal Medio Oriente verso mercati a maggiore contribuzione, in particolare gli USA. Molto positivo anche il free cash flow industriale, salito a EUR653 milioni e superiore del 27% rispetto alle attese di consenso grazie a dinamiche favorevoli sul capitale circolante, capaci di compensare l'incremento del capex.
Berenberg adotta inoltre una posizione "contrarian" rispetto ai timori sul secondo semestre, sostenendo che il mantenimento della guidance con una stagionalità più equilibrata "non rappresenta un deterioramento strutturale della storia".
Secondo gli analisti, parte dello spostamento del mix geografico e di prodotto nel primo trimestre è servito a compensare le difficoltà legate al Medio Oriente, mentre le attese del mercato sulle consegne della F80 avrebbero alimentato ipotesi troppo aggressive su mix e prezzi medi di vendita. "Con la F80 modello a bassi volumi e prezzi molto elevati, anche piccoli cambiamenti di timing possono avere un impatto significativo sulle stime", spiegano gli esperti.
Il report dedica spazio anche alla futura Ferrari Luce, primo modello completamente elettrico della casa di Maranello, che sarà presentato integralmente a Roma il 25 maggio.
Secondo quanto riferito dal management durante la conference call sui risultati, l'evento di presentazione sarebbe già "oversubscribed" e starebbe attirando interesse sia da parte dei clienti storici sia di nuovi acquirenti. Per Berenberg si tratta di "un segnale iniziale incoraggiante", soprattutto alla luce dei dubbi degli investitori sulla capacità del primo modello elettrico di convincere la clientela tradizionale del marchio.
Sul fronte delle stime, il broker ha ridotto marginalmente le previsioni per il 2026, con ricavi attesi a EUR7,51 miliardi rispetto ai precedenti EUR7,55 miliardi e un utile per azione stimato in calo dell'1,5% a EUR9,48.
Per il 2027 e il 2028, invece, Berenberg ha rivisto leggermente al rialzo le attese, prevedendo ricavi in crescita a EUR8,21 miliardi nel 2027 e a EUR8,83 miliardi nel 2028, con Ebit adjusted rispettivamente a EUR2,50 miliardi e EUR2,72 miliardi.
Gli analisti continuano a considerare Ferrari un "luxury compounder in stile Hermès", grazie a margini intorno al 30%, conversione del free cash flow superiore al 75% e ritorni sul capitale oltre il 30%.
"Il marchio del cavallino rampante è immediatamente associato a esclusività, performance e status", scrivono gli analisti, ricordando inoltre come Ferrari mantenga un backlog ordini compreso tra 18 e 24 mesi e un'elevata fedeltà della clientela, elementi che supportano il potere di prezzo nel lungo termine.



















