Future Fuels Inc. ha reso noti i risultati di un rilevamento remoto iperspettrale condotto presso il proprio progetto uranio Hornby Basin (il "Progetto Hornby" o il "Progetto"), di cui detiene il 100% delle quote, situato nel bacino di Hornby, Territorio di Nunavut. Il rilevamento iperspettrale (il "rilevamento") ha identificato con successo anomalie mineralogiche, geochimiche e gassose coerenti con la mineralizzazione uranifera già nota nel Progetto, generando oltre 100 cluster anomali. I risultati iperspettrali anomali verranno integrati nel modello esplorativo della società e forniranno nuovi obiettivi da verificare sul campo nella prossima stagione di esplorazione.
Sono state confermate anomalie spettrali associate a muscovite, illite, pirite e selce, tutti minerali collegati ai sistemi di uranio ospitati in arenaria. Anomalie gassose di elio (He), idrogeno (H2), anidride carbonica (CO2) e metano (CH4), rilevate sopra il sistema uranifero Mountain Lake, sono interpretate come correlate al decadimento radioattivo del sistema e a processi redox. Circa 100 zone anomale sono state individuate tramite modelli classificatori spettrali e gassosi al di fuori dell'estensione mineralizzata già nota dell'area Mountain Lake. Un classificatore multivariato, addestrato sull'impronta spettrale dell'area Mountain Lake, ha identificato 100 obiettivi di alta priorità con risposte spettrali simili--escludendo il sistema già noto--per guidare le future attività di prospezione.
La componente gassosa del rilevamento ha evidenziato concentrazioni elevate di He, CH4 e CO2, potenzialmente collegate a: decadimento radiogenico di uranio e torio (He), attività redox e microbica che coinvolge pirite e muscovite (CH4 e CO2). Queste anomalie indicano la presenza di percorsi geochimici attivi in profondità, potenzialmente segnalando mineralizzazioni nascoste. Inoltre, l'analisi SAR del backscatter ha fornito stime della costante dielettrica, con valori più elevati sopra Mountain Lake associati a minerali di alterazione contenenti umidità.
La firma dielettrica sostiene la capacità di rilevamento remoto delle zone di alterazione anche sotto coperture superficiali. I risultati del rilevamento rafforzano significativamente il modello esplorativo per un sistema uranifero ospitato in arenaria, vicino alla superficie, con firme spettrali e gassose coerenti con mineralizzazioni di alto tenore già conosciute. Queste informazioni saranno integrate nella pianificazione della Fase 2 di esplorazione.
Un rilevamento iperspettrale è una tecnica di telerilevamento che analizza la luce riflessa dalla superficie terrestre su un ampio spettro di lunghezze d'onda, ben oltre le capacità dell'occhio umano. Ogni minerale riflette la luce in modo unico, creando una "firma spettrale" che può essere utilizzata per identificare materiali specifici al suolo, come argille, ossidi o solfuri comunemente associati ai giacimenti minerari.
















