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Trasporto marittimo : volano per commercio internazionale, vale 12% Pil globale

07-07-2021 | 13:13

MILANO (MF-DJ)--Il trasporto marittimo continua a rappresentare il principale veicolo dello sviluppo del commercio internazionale: il 90% delle merci, infatti, viaggia via mare. I trasporti marittimi e la logistica valgono circa il 12% del Pil globale.

E' quanto emerge dal rapporto 'Italian Maritime Economy', presentato dal SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo).

Riguardo al trasporto marittimo complessivo si stima per il 2021 un aumento del 4,2% per volumi complessivi maggiori di 12 miliardi di tonnellate, superiori quindi ai livelli pre- Covid-19, e per il 2022 un ulteriore incremento del 3,1%. Il segmento container, che rappresenta la modalità di trasporto privilegiata del commercio globale di beni, a partire da luglio 2020 con la ripresa della domanda soprattutto da parte dell'Europa e del Nord America, ha registrato una crescita costante che lo ha portato a chiudere il 2020 con una riduzione di appena l'1,1%.

Per il 2021 si stima una crescita dell'8,7% e per il 2022 del 4,7%.

Allungando le previsioni al 2025, la movimentazione container dei porti a livello mondiale dovrebbe crescere ad un tasso medio annuo del 4,8% fino ad oltre 1 miliardo di TEU entro il 2025. (a livello di aree mondiali Europa +3,9%, Africa +4,9%, Far East +5,3%, Middle East +4% e Nord America +3,6%). Inoltre la presenza di 14 porti asiatici nella Top 20 mondiale conferma ancora una volta la rilevanza di questo continente nel segmento del trasporto containerizzato, con una quota del 54,5%.

Secondo il rapporto, il ruolo del Mediterraneo e del Canale di Suez è ancora importante e mostra una notevole resilienza. In particolare il Mediterraneo rappresenta ancora una via privilegiata di transito per i traffici containerizzati concentrando il 27% dei circa 500 servizi di linea mondiali via nave. Il Canale di Suez, nell'anno della pandemia ha mostrato una notevole resilienza oltrepassando il miliardo di tonnellate di merci e totalizzando un numero di transiti pari a 18.829 navi. Anche in un momento economico complesso, Suez è dunque rimasto uno snodo strategico per i traffici nel Mediterraneo continuando a rappresentare il 12% del traffico mondiale ed il 7-8% di quello petrolifero. Il governo egiziano ha stanziato 16,9 miliardi di sterline egiziane (1,07 miliardi usd) di investimenti per l'esercizio 2020-21, finalizzati alla realizzazione di progetti di sviluppo del Canale. L'Egitto ha iniziato nel mese di maggio nuovi lavori di allargamento di Suez. Si prevede l'ampliamento dell'imbocco meridionale di 40 metri verso la sponda orientale del Sinai e lo scavo dei fondali per portarli da 20 a 22 metri. Sarà allungata di circa 10 chilometri la seconda corsia inaugurata nel 2015, aumentando ancora la capacità del canale e rendendolo più resiliente ad incidenti come quello della Ever Given. Questi lavori dovrebbero concludersi entro 24 mesi.

L'episodio della mega-nave portacontainer Ever Given incagliata nel Canale di Suez, che ha paralizzato per quasi una settimana il traffico navale, e la parziale interruzione delle attività del terminal di Yantian, che si ripercuote sul traffico container mondiale, hanno mostrato con chiarezza la vulnerabilità delle dinamiche del commercio internazionale ed i punti deboli delle catene di fornitura globali. Per lo stop ai transiti di Suez si è stimata una perdita giornaliera pari a 9,6 miliardi usd; nel dettaglio 4,5 miliardi sulla rotta verso sud che va dal Mediterraneo verso l'Oceano Indiano e 5,1 miliardi sulla direzione opposta. Anche lo sviluppo e l'attuazione continui di accordi commerciali regionali (ad esempio NAFTA, RCEP e AfCFTA) e le tensioni commerciali in corso tra le principali economie potrebbero contribuire ai cambiamenti nei modelli di produzione delle catene del valore globali. Inoltre, la persistente carenza di container e l'aumento dei noli potrebbero fornire ulteriore impulso alle tendenze di reshoring e nearshoring.

Nel periodo della pandemia si è ravvisato un sensibile aumento del trasporto su ferro sulla rotta Cina Europa e viceversa. Secondo quanto reso noto da China State Railway Group, nel primo trimestre 2021, il numero di treni merci ha toccato il record di 3.345 convogli che hanno trasportato 317.000 TEU, con una crescita del 79% sullo stesso periodo del 2020. Secondo le ferrovie cinesi il trasporto via treno ha avuto un peso determinante nello stabilizzare la catena della logistica internazionale interrotta dalla pandemia.

Per la portualità italiana, il Rapporto conferma un impatto sul traffico commerciale pari al -10%, ma le merci in container, in controtendenza, hanno fatto rilevare un +3% dovuto principalmente alla performance di Gioia Tauro. In Italia la componente internazionale del trasporto marittimo è sempre rilevante. Nel 2020 il valore degli scambi commerciali via mare dell'Italia è stato pari a 206,3 mld euro, registrando un -17% sull'anno precedente. Di questi 99,8 mld euro sono in import (-23%) e 106,5 in export (-10%). Nel primo trimestre 2021 l'import export via mare ha registrato un incremento del 3%. Il mare assorbe il 33% dell'interscambio italiano mentre il trasporto su strada assorbe ancora il 52% del traffico merci.

I primi 5 Energy Port italiani (Trieste, Augusta, Cagliari, Milazzo e Genova) rappresentano il 69% dell'intero traffico liquido nazionale e Trieste, con 37,6 milioni di tonnellate, si conferma lo scalo italiano che movimenta i volumi più elevati. Seguono Augusta e Cagliari. Sostanzialmente stabili altri tipi di traffico; sui container il nostro Paese ancora non riesce a dare la spinta al dato che ci vede "ancorati" intorno ai 10 milioni di TEU ormai da anni. Il 2020 ha segnato comunque un cambiamento perché, per l'ottima performance di Gioia Tauro (+26,6% sul 2019), l'andamento del transhipment ha compensato la riduzione registrata dai porti gateway (-8,3%).

L'Italia è il primo Paese nell'UE28 per trasporto di merci in modalità Short Sea Shipping (trasporto via mare a corto raggio) nel Mediterraneo, con 244 mln di tonnellate di merci trasportate (quota di mercato 37%).

Ci sono poi le aspettative legate al Pnrr che prevede, a favore dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi oltre 3,8 miliardi per interventi per l'ammodernamento e il 9 potenziamento dei porti, la realizzazione del Piano nazionale del Cold ironing che permette alle navi di sostare al porto eliminando le emissioni inquinanti, l'efficientamento energetico (green ports), e per agevolare l'intermodalità con la realizzazione dell'ultimo miglio ferroviario nei porti di Venezia, Ancona, Civitavecchia, Napoli, Salerno.

Dallo studio emerge anche che i porti del Mezzogiorno con 207 milioni di tonnellate di merci gestite nel 2020 incidono per il 47% del totale sul traffico italiano. Il Mezzogiorno ha mostrato una maggiore resilienza durante la pandemia; il calo dei porti meridionali è stato del -3,4% contro il -10% circa dell'Italia. Le imprese del Mezzogiorno utilizzano, nei loro rapporti internazionali (importexport) la via marittima in modo più intenso del Paese. Infatti, il 57% dell'interscambio del Sud avviene via mare (per un valore pari a circa 42 miliardi di euro) contro il 33% del dato Italia. Specificatamente nell'attività di shipping che abbraccia la filiera dalla cantieristica, ai trasporti ai servizi connessi, il Mezzogiorno conta il numero di imprese attive maggiore registrando oltre 4.400 imprese nel settore (Nord Ovest: 2.396; Nord Est: 2.515; Centro: 2.877). Il peso dei porti del Mezzogiorno è rilevante anche sul comparto "Energy" (petrolio greggio e raffinato) rappresentando il 47% dei rifornimenti e delle esportazioni petrolifere via mare del Paese ed essendo il terminale di importanti pipeline dal Nord Africa e dall'Asia.

Il Sud ha una presenza importante del settore Ro-Ro e delle autostrade del mare (incide per il 53% sul totale Italia), comparto che ha saputo ben resistere alla pandemia in quanto deputato anche al trasporto di autoveicoli pesanti che hanno continuato a circolare. In chiave di grande rilancio dell'economia del mare nel Mezzogiorno, è strategica la candidatura di Napoli come sede del Centro Regionale del Mediterraneo dell'EMSA, l'Agenzia europea per la sicurezza marittima.

com/lab

MF-DJ NEWS

0713:11 lug 2021

(END) Dow Jones Newswires

July 07, 2021 07:12 ET (11:12 GMT)

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