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MASI AGRICOLA S.P.A.

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TOP STORIES ITALIA : per Confindustria Made in Italy vale oltre 200 mld

20-07-2021 | 11:02

ROMA (MF-DJ)--Per Confindustria l'export del Made in Italy vale oltre 200 mld. Il "Bello e Ben Fatto" tricolore vale 135 mld di euro con un margine potenziale di incremento delle esportazioni di 82 mld. Questo potenziale è calcolato valutando il possibile ampliamento delle attuali

quote di mercato rispetto a quelle dei concorrenti che, per struttura dei

costi di produzione e qualità dei prodotti esportati, hanno caratteristiche simili a quelle dell'Italia. Il potenziale si ripartisce per oltre tre quarti nei Paesi avanzati (62 mld) e per la restante parte negli emergenti (20 mld).

È quanto emerge dall'analisi condotta dal Rapporto "Esportare la Dolce

Vita", realizzato dal Centro Studi Confindustria con il contributo di

Sace, Netcomm e Fondazione Manlio Masi - Osservatorio nazionale per l'Area Affari Internazionali e gli scambi, presentato oggi a viale

dell'Astronomia. Le eccellenze italiane si dirigono prevalentemente verso

i mercati avanzati, che insieme ne assorbono circa 114 mld. Ammonta invece a oltre 20 mld il quantitativo di eccellenze esportato verso i Paesi emergenti, che, per il loro dinamismo offrono margini di crescita

maggiori, a fronte comunque di rischi piú elevati.

I Paesi avanzati rappresentano mercati piú grandi e domandano con

maggiore intensitá i beni del BBF. Gli Stati Uniti sono il mercato con il

piú alto potenziale in termini assoluti, 15,5 mld di possibile export

aggiuntivo. Potenziale elevato anche per Francia, Germania e Regno Unito,

che com-plessivamente valgono 13,7 mld di potenziale.

L'Italia presidia bene i mercati piú dinamici. Il primo Paese per

potenziale è la Cina con 3,9 mld di export aggiuntivo possibile. Nel

dettaglio, a fronte di un potenziale totale di 8,6 mld, l'export giá

realizzato è il 60% circa (4,7 mld), mentre è ancora sfruttabile il 40%

del potenziale di crescita del BBF. Tra i Paesi emergenti, la Cina è

quello che offre maggiori margini di migliora-mento anche nel medio-lungo

termine. Le stime sullo stock attuale della classe media benestante e

sull'aumento dei nuovi ricchi al 2025 e 2030, mostrano che i mercati

asiatici sono gli assoluti protagonisti tra i mercati emergenti. La Cina

si colloca al primo posto sia per dimensione attuale della classe

benestante (265,6 milioni) che per la crescita nel prossimo quinquennio

(70,2 milioni).

La Cina si conferma un'osservata speciale per l'Italia, come paese

emergente a alto potenziale di export ma anche principale competitor.

Insieme alla Germania, Usa, Francia e Spagna è infatti tra i principali

competitor nelle categorie merceologiche del BBF. Le eccellenze italiane

restano abbastanza protette, ma l'upgrading dei prodotti cinesi è sempre

piú pressante. Nel 2020, la Cina è stato uno dei pochi Paesi al mondo a

registrare una crescita positiva (oltre il 2%) e, secondo le ultime stime

del Fondo Monetario Internazionale, nell'anno in corso fará registrare un

tasso di crescita del Pil superiore all'8%.

Un ulteriore segnale forte in favore del libero scambio è la

conclusione del Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), il

piú grande accordo commerciale di libero scambio che comprende i dieci

paesi del gruppo ASEAN piú Australia, Cina, Corea del Sud, Giappone e

Nuova Zelanda.

"La crisi da Covid-19 ha avuto un effetto propulsivo sulle tendenze in

atto, provocando un salto di velocitá nelle trasformazioni sociali e, di

riflesso, dell'economia. Soprattutto un'ulteriore spinta alla

digitalizzazione - ha commentato Barbara Beltrame Giacomello vice

presidente di Confindustria per l'Internazionalizzazione -. La pandemia ha fornito anche impulso ai cambiamenti negli equilibri sullo scacchiere

internazionale".

"La forza e la resilienza della Cina e del suo modello di sviluppo sono

emerse in modo definitivo ed inequivocabile: prima ad essere colpita dalla pandemia, è stata l'unica tra le grandi economie mondiali a crescere nel 2020. Ma anche l'Italia ha dimostrato di essere forte. La nostra forza è rappresentata dall'indiscutibile qualitá e riconoscibilitá dei nostri prodotti. Il Made in Italy è vivo e lotta. La sfida - ha concluso - ora è capire come trasformare le nostre imprese: rafforzare i canali di vendita digitale, stabilizzare le relazioni internazionali e preservare e aumentare la riconoscibilitá del made in Italy".

gug

guglielmo.valia@mfdowjones.it

(END) Dow Jones Newswires

July 20, 2021 05:01 ET (09:01 GMT)

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Risultato netto 2021 4,00 M 4,68 M -
Indebitamento netto 2021 - - -
P/E ratio 2021 23,7x
Rendimento 2021 2,27%
Capitalizzazione 99,0 M 116 M -
Capi. / Fatturato 2021 1,52x
Capi. / Fatturato 2022 1,48x
N. di dipendenti 159
Flottante 19,0%
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Masi Agricola S.p.A.: grafico analisi tecnica Masi Agricola S.p.A. | MarketScreener
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