MILANO (MF-NW)--Il voto della famiglia Benetton rischia di essere decisivo domani nell'assemblea di Mediobanca chiamata al rinnovo delle cariche sociali.

Secondo le indiscrezioni che circolano in ambienti finanziari, l'affluenza potrebbe raggiungere il 75% del capitale. Ogni punto decimale in più, considerato lo storico appoggio del mercato al management della banca, viene visto come un incremento delle possibilità di vittoria della lista del cda. Se domani in assise si presenteranno effettivamente i due terzi del capitale la quota di Edizione può quindi essere decisiva, al netto delle astensioni la cui portata complessiva è praticamente impossibile da prevedere.

Allo stato la lista del cda è accreditata di una percentuale di consensi, compreso il 2,2% in mano ai Benetton, che si posiziona fra il 36% e il 37% (va ricordato che i principali proxy hanno suggerito di sostenere la lista cda e alcuni investitori istituzionali, a partire dalla Norges Bank, hanno già dichiarato che la voteranno), mentre la lista Delfin potrebbe contare tra il 32% e il 33% dei voti. Questi numeri innescano almeno un paio di considerazioni. La prima è che, se confermati, testimonierebbero in maniera incontrovertibile il ruolo decisivo della quota della famiglia veneta. In seconda battuta sancirebbero, per la seconda volta, la bassa capacità della coppia Delfin/Caltagirone di coagulare il consenso dei soci sulle proprie posizioni. Considerato che insieme controllano poco meno del 30% del capitale una percentuale al 32/33% indicherebbe che al massimo il 3% dei soci condivide le loro battaglie.

Alla base delle decisione di Edizione, che un anno fa all'assemblea di Generali votò insieme a Delfin e Caltagirone, c'è la volonta di effettuare una scelta in continuità con quelle fatte in passato e a favore di una maggiore governabilità. In sostanza è stato ritenuto preferibile consolidare la lista del cda piuttosto che rafforzare una lista, quella di Delfin, che anche qualora vedesse eletti tutti e cinque i suoi candidati, rimarrebbe comunque una lista di minoranza.

L'amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, ha dato la sua disponibilità a restare alla guida della banca qualunque sia l'esito dell'assemblea. "Sul tema della mia permanenza", ha spiegato, "io ne faccio una questione di coerenza e di serietà, avendo lavorato coi colleghi da un piano triennale che ci sembra di grande appeal, ma soprattuto di grande motivazione per il gruppo manageriale circa quello che dobbiamo fare, mi sento a disposizione della banca per realizzarlo, in entrambi gli scenari, sia che sia abbia una lista in cui i rappresentanti siano due o cinque".

Sullo sfondo della contesa rimangono le Generali Ass., principale partecipata di Mediobanca con oltre il 13% del capitale.

glm


(END) Dow Jones Newswires

October 27, 2023 09:30 ET (13:30 GMT)