Monster Beverage ha riportato giovedì un calo inatteso dei ricavi nel primo trimestre, segnalando che i consumatori statunitensi hanno ridotto la spesa per bevande energetiche costose in un contesto di incertezza economica.
Le temperature più fredde di gennaio e l’alta inflazione di febbraio hanno portato a una minore propensione alla spesa da parte dei consumatori, incidendo negativamente sulle vendite nel periodo considerato.
L’azienda ha inoltre attribuito la diminuzione delle vendite nette a cambiamenti nei modelli di ordinazione da parte di imbottigliatori e distributori sia negli Stati Uniti che in Europa, oltre che a venti contrari derivanti dal cambio valutario.
Monster Beverage si tutela dall’aumento dei prezzi dell’alluminio, ma ha dichiarato che riconoscerà i dazi imposti sulle importazioni del materiale a causa dell’aumento del premio Midwest duty-paid per l’alluminio negli Stati Uniti, cresciuto di oltre il 70% nei tre mesi fino a marzo.
L’azienda ha annunciato che una delle sue controllate specializzate in aromi e concentrati sta pianificando l’apertura di uno stabilimento in Brasile, che dovrebbe essere operativo il prossimo anno, per mitigare l’impatto dei dazi sull’alluminio.
I dirigenti hanno comunque sottolineato, durante la conference call post risultati, che tali dazi non dovrebbero avere un impatto significativo sui risultati complessivi dell’azienda.
Il colosso delle bevande Coca-Cola ha avvertito lo scorso mese che l’incertezza macroeconomica dovuta ai dazi potrebbe influenzare negativamente la fiducia dei consumatori, nonostante abbia superato le stime sugli utili trimestrali.
Le vendite nette del segmento energy drink di Monster, che include il marchio omonimo e i prodotti Reign Total Body Fuel, sono diminuite dello 0,8% a 1,72 miliardi di dollari.
Il fatturato netto totale è sceso del 2,3% a 1,85 miliardi di dollari nel trimestre conclusosi il 31 marzo, a fronte delle previsioni degli analisti che stimavano una crescita del 4,3% a 1,98 miliardi di dollari, secondo i dati raccolti da LSEG.
La persistente debolezza del segmento dei marchi alcolici ha inoltre pesato sulle vendite nel trimestre, ha dichiarato l’azienda con sede a Corona, California.
Monster ha aumentato i prezzi nell’ultimo anno, contribuendo a far salire il margine lordo come percentuale delle vendite nette al 56,5% dal 54,1% dell’anno precedente.
Escludendo voci straordinarie, l’utile per azione è stato di 45 centesimi, rispetto alla stima di 46 centesimi.
Le azioni Monster sono scese del 2,2% nelle contrattazioni after-hours.


















