JPMorgan conferma una valutazione neutral su Salvatore Ferragamo, con target price a EUR7,50, dopo risultati 2025 complessivamente in linea con le attese ma ancora caratterizzati da un equilibrio fragile tra segnali di recupero operativo e criticità strutturali.

Il prezzo obiettivo implica un potenziale upside del 12% rispetto alla chiusura del 27 gennaio, ma la reazione del mercato resta negativa. Il titolo perde oltre il 6% nella seduta di mercoledì, riflettendo scetticismo sulla sostenibilità del miglioramento operativo in un contesto di transizione gestionale ancora incompleto.

Secondo JPMorgan, il principale elemento di supporto all'equity story è rappresentato dal rafforzamento del canale retail, che nel 2025 ha mostrato una dinamica migliore delle attese, a fronte di una persistente debolezza del wholesale, che continua a pesare in modo significativo sul profilo dei ricavi.

Nel dettaglio, Ferragamo ha chiuso l'esercizio con ricavi pari a EUR977 milioni, in calo del 4% a cambi costanti, in linea con il consenso. Tuttavia, la composizione dei ricavi evidenzia una divergenza marcata: wholesale ha registrato una contrazione del 31% a cambi costanti, ben oltre le stime, mentre il retail ha sorpreso positivamente con una crescita del 6% a cambi costanti, superiore al 2% atteso dalla banca.

JPMorgan sottolinea come la performance del retail assuma particolare rilevanza alla luce di una base di confronto impegnativa e di una accelerazione sequenziale nel corso dell'anno, segnale che le iniziative di rilancio iniziano a produrre effetti tangibili.

Il miglioramento appare inoltre geograficamente diffuso. In Europa, la crescita del canale diretto ha compensato in parte la debolezza del wholesale; in Nord America, il DTC ha registrato una crescita a high-single digit. In Asia Pacifico, area che aveva mostrato le maggiori criticità nel 2024, il calo dei ricavi si è limitato al 2% a cambi costanti, meglio della flessione del 5% stimata, grazie a un andamento positivo del retail in Cina, Corea e Sud-Est asiatico.

Sul quarto trimestre, le vendite di gruppo risultano in lieve calo, ma la qualità del mix viene giudicata incoraggiante. JPMorgan evidenzia un contributo del canale diretto superiore alle attese, sostenuto da migliori tassi di conversione, aumento dello scontrino medio, maggiore cross-selling e crescita dell'online. Elementi che indicano un progressivo miglioramento dell'esecuzione retail.

Sul piano strategico, la banca riconosce i passi avanti nella governance, con l'istituzione dello Chairman Advisory Committee e il rafforzamento del consiglio di amministrazione. Tuttavia, la ricerca ancora in corso di un nuovo CEO e di un CFO rappresenta un fattore di rischio esecutivo che limita, al momento, una visione più costruttiva sul titolo.

Alla luce di questo quadro, JPMorgan mantiene stime sostanzialmente invariate per il 2026, con ricavi attesi a EUR981 milioni, Ebitda adjusted a EUR185 milioni e utile netto adjusted in pareggio. La valutazione resta ancorata a un DCF 2025-2030 e implica multipli contenuti: circa 1,4x EV/Sales 2026, con uno sconto del 41% rispetto al settore del lusso.