Anche il comparto automotive osserva con grande attenzione l'evoluzione dell'accordo Mercosur. Una sua approvazione definitiva da parte dell'Unione europea potrebbe aprire nuove opportunità per l'export in Sud America di numerosi costruttori europei, tra cui Volkswagen, Audi, BMW, Fiat, Renault e Peugeot.

Da Bruxelles è arrivata oggi l'indicazione che l'intesa commerciale potrebbe entrare in vigore in forma provvisoria. Questo passaggio segue la decisione del Parlamento europeo di sottoporre l'accordo al vaglio della Corte di Giustizia dell'UE per ottenere un parere giuridico. Il Consiglio europeo ha espresso il proprio orientamento in un contesto politico ancora diviso, con alcuni Paesi - in primis la Francia - contrari all'accordo per il timore di effetti negativi sulle rispettive filiere agricole.

Secondo la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, l'accordo Mercosur porterebbe benefici a un ampio spettro di settori industriali, dalla chimica alla meccanica, passando per alimentare, bevande e olio, fino all'industria automobilistica.

Nel complesso, i gruppi automobilistici europei restano in attesa di un via libera al Mercosur, condividendo le aspettative di molte altre industrie manifatturiere. Tuttavia, le forti resistenze provenienti dal mondo agricolo - un bacino elettorale sensibile soprattutto per i governi di destra - continuano a rendere il percorso dell'accordo incerto.

Nei giorni scorsi, le case auto dell'UE hanno inoltre criticato il piano del commissario europeo all'Industria Stéphane Séjourné, che prevedeva incentivi per le aziende con un'elevata quota di componentistica europea, con l'obiettivo di arginare la concorrenza dei veicoli elettrici cinesi.

Una strategia giudicata poco realistica, considerando che molti produttori europei utilizzano già batterie e componenti provenienti dalla Cina e che alcuni, come Stellantis con Leapmotor, commercializzano direttamente modelli di origine cinese. Inoltre, l'incertezza legata alla politica commerciale statunitense sta spingendo diversi gruppi europei a riallacciare i rapporti con Pechino come contromossa alle posizioni di Donald Trump.

Attualmente, l'export di automobili verso il Sud America è soggetto a dazi che arrivano fino al 35%. L'accordo Mercosur eliminerebbe queste barriere e consentirebbe anche una maggiore diversificazione nell'approvvigionamento di materie prime strategiche, come alluminio e litio, riducendo la dipendenza da Stati Uniti e Cina.

In questo contesto, Stellantis si è mossa in anticipo, annunciando un piano di investimenti da 5,6 miliardi di euro in Sud America, con il lancio previsto di oltre 40 nuovi modelli. Il gruppo detiene già una quota di mercato del 31,5% in Brasile e del 23,5% nell'intera area sudamericana.

Sul fronte occupazionale, l'amministratore delegato Antonio Filosa ha recentemente concluso una serie di incontri in Francia, confermando un piano di 1.400 assunzioni a tempo indeterminato nel 2026 tra stabilimenti e uffici, equamente divise tra impiegati e operai.

La situazione appare invece più critica in Italia. A Mirafiori, in particolare, la produzione è scesa in dieci anni da 80.000 a circa 30.000 vetture. I sindacati hanno chiesto un confronto con il governo per tutelare l'intera filiera automotive, denunciando una scarsa attenzione da parte dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

Stellantis ha comunque avviato la ricerca di 440 addetti per la nuova Fiat 500 ibrida destinata a Mirafiori, un progetto considerato strategico. Tuttavia, le nuove posizioni prevedono contratti di somministrazione a tempo determinato di dieci mesi, gestiti tramite agenzie interinali. Un approccio che contrasta con quello di altri operatori presenti in Italia, come DR, che nell'ultimo anno ha effettuato esclusivamente assunzioni a tempo indeterminato attraverso canali diretti.