UBS conferma il buy e riduce il target price a EUR9,50 da EUR9,70, dopo averlo portato a EUR12,00 nel dicembre 2025. L'imperativo per gli investitori, a questo punto, è "vedere per credere".

Secondo UBS, la principale obiezione ai nuovi obiettivi per il 2028 - cioè EUR175 miliardi di fatturato, margine AOI del 5%, Free Cash Flow di EUR3,00 miliardi - riguarda la dipendenza del piano dal recupero di quote di mercato in Nord America senza compromettere i prezzi.

Pertanto, "i dati mensili e trimestrali saranno decisivi per accrescere la fiducia degli investitori nel piano; una solida performance probabilmente porterà le azioni a un graduale rialzo. Stiamo aggiornando il nostro modello finanziario, con tagli percentuali mid-single digit all'AOI stimato per il 2026 e il 2027, ma con lievi miglioramenti per il 2028 e gli anni successivi per riflettere la pipeline di prodotti nordamericani, principalmente nuovi prodotti RAM", spiegano gli analisti di UBS.

"Rimaniamo al 12% al di sotto del piano per l'AOI del 2028 - hanno osservato gli analisti - tenendo conto di lievi difficoltà sui prezzi e di uno sconto moderato rispetto all'ambizioso piano di riduzione dei costi da EUR6,00 miliardi. Ma anche ipotizzando un risultato leggermente inferiore agli obiettivi, le azioni offrono un interessante rapporto rischio/rendimento, scambiate a 3,6 volte P/E 2028".

Per il Nord America, UBS prevede una crescita dei volumi del 22% nel periodo 2025-2028 e circa la metà di questa crescita dovrebbe già concretizzarsi nel corso dell'anno 2026. Nel breve termine, Jeep Cherokee e Dodge Charger sono i principali motori di crescita, mentre per il 2027 e gli anni successivi, i nuovi prodotti RAM - pick-up di medie e piccole dimensioni e SUV di grandi dimensioni - "dovrebbero incrementare i volumi nei segmenti finora inesplorati".

"Per il 2028 - hanno riferito da UBS - prevediamo un margine AOI del 5,2% per la regione, rispetto all'obiettivo dell'8%-10% per il 2030. Dopo il deludente AOI del primo trimestre 2026, la leva operativa e le performance industriali saranno gli elementi chiave da monitorare nei prossimi risultati".

Per il 2026, è previsto un margine AOI dell'1,0% "con un trend trimestrale in miglioramento che tiene già conto di maggiori venti contrari all'inflazione delle materie prime nel secondo semestre".

Inoltre, UBS stima per l'Europa allargata un recupero del margine operativo al 2,0% nel 2028 dallo 0,6% del 2026, grazie a misure di efficienza, al lancio di veicoli su piattaforma STLA Smart e a un probabile allentamento delle norme UE sulla CO2 per i van.

La strategia "asset-light", basata su partnership con produttori cinesi per gestire il sovraccarico di capacità produttiva, limiterà la crescita dei ricavi oltre un aumento dei volumi stimato al 9% tra il 2025 e il 2028. Sul fronte finanziario, il Free Cash Flow è dato in pareggio nel 2027 e positivo per EUR1,5 miliardi nel 2028. Questo dato è comunque più basso rispetto a EUR3,00 miliardi programmati dal gruppo, ma escludendo gli oneri straordinari il Free Cash Flow adjusted si attesterebbe intorno a EUR3,00 miliardi, secondo UBS.

Nel periodo 2026-2030, gli analisti stimano ricavi in crescita da EUR161,8 miliardi a EUR181,7 miliardi, mentre l'Ebit è considerato in aumento da EUR3,17 miliardi a EUR10,60 miliardi. Secondo UBS il risultato netto può crescere da EUR1,87 miliardi del 2026 fino a EUR7,37 miliardi dell'ultimo anno preso in esame. Allo stesso modo, è stimato in crescita anche l'utile per azione, che passa da EUR0,65 del 2026 a EUR2,55 per l'anno 2030.

Sul fronte dei multipli, UBS traccia il futuro di Stellantis con l'Ebit margin stimato al 5,8% nel 2030 da 2,0% dell'anno in corso. Forte escursione per il P/E, stimato a 10,4 volte nel 2026, per poi scendere a 2,6 volte nel 2030, segnalando pertanto un titolo a forte sconto.

"Il nostro prezzo obiettivo aggiornato a EUR9,5 riflette le previsioni AOI al ribasso. Le nostre conversazioni con i clienti successive alla pubblicazione dei dati suggeriscono che la stragrande maggioranza dei clienti long-only - hanno dichiarato da UBS - non è ancora pronta a concedere il beneficio del dubbio, mentre la maggior parte dei clienti hedge fund sembra rimanere fedele alle proprie opinioni, positive o negative, già espresse prima dell'evento. Pertanto, consideriamo i dati mensili e trimestrali per la regione del Nord America come catalizzatori chiave", hanno concluso gli analisti.