Lo comunica Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale.

Tale variazione è stata raggiunta con un giorno lavorativo di più e una temperatura media mensile uguale a quella di gennaio 2023, anche se superiore di circa 1,2 C° alla media degli ultimi dieci anni.

Su base destagionalizzata e corretta dagli effetti di calendario e temperatura la crescita è dell'1,4%.

In rialzo i consumi industriali delle imprese cosiddette 'energivore' presi in esami dall'indice Imci elaborato da Terna, salito del 3,5% su anno.

In termini congiunturali la domanda elettrica, rettificata per effetti calendario e temperatura, è in leggero aumento dello 0,3%.

La domanda di energia elettrica italiana è stata soddisfatta per il 79,1% dalla produzione nazionale e per la rimanente parte dal saldo dell'energia scambiata con l'estero.

Il valore del saldo estero mensile è salito del 18% a 5,6 TWh, raggiungendo il massimo dal 2016, confermano "il ruolo sempre più strategico delle interconnessioni con l'estero sia per la sicurezza sia per l'economia del sistema", sottolinea Terna,

Le fonti rinnovabili hanno coperto il 33,7% della domanda elettrica, da 27,7% di un anno prima. In crescita la fonte

idrica (+47,7%), eolica (+22,8%) e fotovoltaica (+25,5%), mentre è stabile quella geotermica.

Terna per la prima volta pubblica l'indice mensile Imser (Indice Mensile dei Servizi), che monitorare circa l'80% dell'intero settore dei servizi in Italia. L'ultimo dato disponibile di tale indicatore relativo a novembre (ha un ritardo di due mesi rispetto all'indice Imcei) 2023, ha registrato un +4,7% rispetto a novembre 2022.

(Andrea Mandalà, editing Francesca Piscioneri)