The Trade Desk (TTD), fondata nel 2009 da Jeff Green e David Pickles, due ex dipendenti Microsoft, è l'incarnazione di questa innovazione digitale. In qualità di DSP (demand-side platform), TTD ha sviluppato una piattaforma software cloud che consente ad agenzie e inserzionisti di gestire le proprie campagne pubblicitarie con un targeting estremamente preciso, grazie a Koa AI, il suo strumento algoritmico alimentato dall'intelligenza artificiale.

The Trade Desk si distingue poiché si concentra esclusivamente sugli acquirenti di spazi pubblicitari, evitando così qualsiasi conflitto di interessi. Il suo fatturato si basa principalmente sulla vendita di contratti di servizi di gestione (MSA), che danno ai clienti accesso diretto alla sua piattaforma. Ciò consente loro di gestire campagne pubblicitarie su larga scala e di integrarle con altri canali tramite API personalizzate, perfezionando al contempo il targeting del pubblico grazie all'analisi avanzata dei dati dei consumatori.

Il gruppo monetizza i suoi servizi applicando tariffe basate su una percentuale della spesa pubblicitaria totale dei suoi clienti sulla sua piattaforma. Inoltre, TTD offre ai propri clienti report sulle caratteristiche del pubblico e raccomandazioni strategiche per massimizzare l'efficacia delle campagne pubblicitarie.

Il mercato della pubblicità digitale

Con oltre 5 miliardi di utenti, Internet ha congelato il mondo su uno schermo e il mercato pubblicitario non ha fatto eccezione. La pubblicità digitale ha conquistato il 70% del mercato globale, una trasformazione importante guidata da una classe media emergente e dall'uso quotidiano di Internet, che segna un'era in cui lo schermo ha la precedenza sulla carta. Questa trasformazione ha aperto le porte a un'innovazione senza precedenti, con aziende e agenzie pubblicitarie a caccia di nuove opportunità.

Il settore della pubblicità programmatica si sta avvicinando a un mercato totale indirizzabile di 1.000 miliardi di dollari. Secondo KBV Research, nel prossimo decennio possiamo aspettarci una crescita media annua del 14%.

Questa espansione è guidata da una serie di fattori, tra cui la creazione di nuove aziende e prodotti, l'ascesa della TV connessa (CTV), l'iper-personalizzazione, il targeting geografico, l'aumento degli investimenti nella pubblicità programmatica e l'integrazione dell'intelligenza artificiale nelle strategie di marketing.

Tuttavia, la concorrenza sul mercato è feroce, dominata da giganti come Alphabet (attraverso Google Ads) e Amazon (attraverso Amazonadvertising). Gli attori più piccoli devono stringere alleanze o fondersi per sopravvivere.

The Trade Desk, il nostro protagonista del giorno, non è noto per essere un grande predatore quando si tratta di acquisizioni di adTech, ma nel 2017 fece scalpore la sua acquisizione di AdBrain, una startup leader nell'IA che ha mappato il 90% della popolazione internet adulta negli Stati Uniti. Essendo diventata troppo grande per rimanere indipendente, le dimensioni crescenti del gruppo la rendono anche particolarmente interessante per una potenziale acquisizione da parte di un colosso tecnologico.

Tuttavia, il settore è esposto a una serie di rischi. Da un lato, le normative sulla privacy come il RGPD e la fine dei cookie di terze parti potrebbero limitare la raccolta dei dati. Dall'altro lato, la pubblicità fraudolenta richiede una maggiore vigilanza.

Un'altra sfida importante è la saturazione della pubblicità, che può portare alla stanchezza degli utenti. Le statistiche allarmanti di Bulbshare, una piattaforma di analisi dei consumatori basata sull'intelligenza artificiale, rivelano che:

  • il 99% degli utenti della Generazione Z salta spesso gli annunci;
  • il 63% utilizza i blocchi degli annunci per evitare le pubblicità online;
  • il 74% dei consumatori si sente sommerso dalla pubblicità.

Si tratta di dati che non devono essere ignorati. Tuttavia, grazie alla personalizzazione dei contenuti e al targeting del pubblico, il marketing digitale dovrebbe continuare a essere un elemento centrale delle strategie aziendali.

Quanto vale The Trade Desk?

Con una capitalizzazione di mercato di circa 46 miliardi di dollari, The Trade Desk è l'unico pure player nel campo delle DSP (Demand-Side Platform). Ricordiamo che una DSP è una piattaforma dedicata agli acquirenti di spazi pubblicitari (agenzie, inserzionisti, ecc.), mentre una SSP (Supply-Side Platform) è destinata ai venditori (editori). Questi due tipi di piattaforme sono interdipendenti e costituiscono i pilastri di questo ecosistema.

TTD sta crescendo a passi da gigante: tra il 2016 e il 2023 ha registrato una crescita media annua dei ricavi pari al 38%. E continua ad andare forte: le previsioni parlano di una crescita del 24% su base annua per il 2024. Il primo trimestre ha già superato le previsioni, con un aumento del fatturato del 28% su base annua, ben al di sopra del 25% previsto dagli analisti.

La redditività è ancora migliore. Con un CAGR del 42% per l'EBITDA e del 36% per l'utile netto, le proiezioni per il 2024 indicano aumenti annuali rispettivamente del 29% e del 92%.

Queste cifre riflettono un'attività altamente redditizia, sostenuta da un margine di free cash flow (FCF) del 28%. Tuttavia, la società non distribuisce dividendi, preferendo reinvestire gli utili nella crescita.

La vera forza del gruppo risiede nella sua visione lungimirante: l'azienda ha anticipato l'onda dello streaming e ha destinato importanti risorse alla sua infrastruttura cloud e all’IA. Questo orientamento strategico le ha permesso di perseguire un duplice obiettivo: innovare e limitare i rischi operativi.

La società ha stretto partnership strategiche con giganti dello streaming come Disney+ e Netflix, che vedono nella pubblicità programmatica una leva fondamentale per compensare le perdite dovute all'inflazione.

Grazie a queste partnership, The Trade Desk sta attirando sempre più richieste per i suoi spazi pubblicitari in Europa, attraverso la televisione connessa (CTV), che ora rappresenta il 40% delle sue entrate. E non è tutto: gli inserzionisti possono ora trasmettere i loro annunci in modo automatico e preciso, anche durante eventi sportivi in diretta come le partite di calcio della NBC.

Altri due grandi eventi sono all'orizzonte: le Olimpiadi del 2024 e le elezioni presidenziali statunitensi. L'attesa rivincita tra Biden e Trump promette infatti di essere un trampolino di lancio per The Trade Desk, che dal 2016 è diventato uno strumento indispensabile per i principali inserzionisti politici.

Infine, in una mossa volta a migliorare il valore per gli azionisti, il gruppo ha riacquistato azioni per un valore di 647 milioni di dollari nel 2023, pari al 63% della sua posizione di cassa iniziale. L'azienda ha annunciato che spenderà altri 700 milioni di dollari in riacquisti, senza limiti di tempo.

Valutazione e prezzo delle azioni

Nel 2023, The Trade Desk ha registrato un rapporto P/E (prezzo/utile per azione) di 200x, ben al di sopra della media prevista a otto anni di 166x. Questo multiplo riflette chiaramente la fiducia del mercato nel settore tecnologico e, di conseguenza, in TTD.

Tuttavia, si prevede che il multiplo scenda a x3 entro il 2026, suggerendo che il mercato dovrebbe prepararsi a una normalizzazione della crescita man mano che l'azienda raggiunge la maturità, e quindi a un prezzo delle azioni più accessibile.

L'aumento del 31% del prezzo dell'azione dal 1° gennaio 2024 testimonia l'attuale slancio positivo, ma è bene tenere d'occhio gli sviluppi futuri.

Per concludere, una breve sintesi dei punti di forza e di debolezza di TTD.

Punti di forza

  • Ampio portafoglio clienti (oltre 1.100 clienti in tutto il mondo).
  • Crescente digitalizzazione dei media e frammentazione del pubblico.
  • Innovazione e crescita continua.
  • Esposizione internazionale (87% del fatturato in Nord America e 13% a livello internazionale).
  • Maggior consenso all'acquisto.
  • Recensioni molto positive dei clienti su Capterra (4,4/5).

Punti di debolezza

  • Un mercato che richiede grossi investimenti in R&S per rimanere competitivo.
  • Mercato altamente competitivo per i talenti tecnologici, che richiede il pagamento di elevate stock option, che possono diluire gli azionisti.
  • Esposizione al rischio operativo.
  • Incertezza normativa nel settore della pubblicità programmatica.
  • Esposizione al rischio di controversie legali dovute a contenuti pubblicitari fuorvianti o ingannevoli sulla piattaforma.
  • Nessun dividendo.