ZURIGO (awp/ats) - Dopo il netto calo dell'inflazione registrato in novembre (1,7%, minimo da due anni), UBS corregge al ribasso le sue previsioni sul rincaro futuro e stima che la Banca nazionale svizzera (BNS) ridurrà il tasso guida già fra sei mesi.

Il pronostico per l'inflazione media annua nel 2024 è stato abbassato all'1,6% dal precedente 2,0%, emerge da un'analisi diffusa oggi dall'istituto. Secondo gli economisti della banca guidata da Sergio Ermotti è improbabile che la crescita dei prezzi al consumo superi il 2,0% nei prossimi mesi.

La pressione inflazionistica si è infatti attenuata in diverse componenti dell'indice, come i generi alimentari, i beni per la casa, i trasporti, i ristoranti e gli alberghi. Inoltre, nel prossimo futuro si prevede una crescita economica inferiore alla media in Svizzera, cosa che dovrebbe attenuare ulteriormente la tendenza al rincaro: un impatto positivo sarà dato anche dal franco forte e dalla contrazione dell'inflazione nell'Eurozona.

Secondo UBS il fatto che l'inflazione non scenderà ancora di più in Svizzera è dovuto ai previsti ritocchi tariffari dei trasporti pubblici e all'aumento del tasso d'interesse di riferimento per gli affitti, che renderà l'alloggio ancora più costoso in futuro. Anche il prezzo dell'energia dovrebbe salire ulteriormente in gennaio.

Considerato il calo dei rischi legati all'inflazione la BNS lascerà invariati i tassi nell'ambito dell'esame della situazione monetaria in programma la settimana prossima, sostengono gli esperti di UBS, che anticipano anche le loro aspettative riguardo al primo taglio del costo del denaro: avverrà già nel giugno 2024, e non solo in settembre come previsto in precedenza, e sarà seguito da altri due interventi al ribasso in settembre e in dicembre.