I solidi risultati del quarto trimestre, superiori alle aspettative, spingono Deutsche Bank a formulare previsioni rosee sul comparto finanziario italiano, incrementando le stime di utile netto per il quadriennio 2026-2029 mediamente del 5%, con punte superiori dovute a un costo del rischio ora stimato intorno ai 30 punti base.
Nonostante un Euribor a tre mesi ipotizzato stabile al 2% e confronti sfidanti, i piani di Intesa Sanpaolo e UniCredit puntano a una crescita del margine di interesse del 3% nel 2026, "con entrambe le banche che dovrebbero accelerare la redditività e un ROTE che si avvicinerà al 25% nei prossimi due anni, offrendo al contempo rendimenti del capitale di circa il 10%".
L'attività di prestito mostra segnali favorevoli, accelerando dal 2,0% su base annua del terzo trimestre al 3,0% del quarto, con gli analisti che spiegano: "Ora prevediamo una crescita del NII del 3% nel 2026, supportata anche dal maggiore contributo dei portafogli replicanti, che si attesta stabilmente intorno al 20% del net interest income".
In questo scenario, i target price sono stati rivisti al rialzo: Banco BPM passa a EUR13,70 da EUR13,30, Banca Mediolanum a EUR20,50 da EUR19,40€, Banca Popolare di Sondrio a EUR19,40 da EUR17,60 e FinecoBank a EUR20,70€ da EUR19,50.
Anche gli asset gatherer hanno convinto con utili per EUR933 milioni, esclusa Azimut, in crescita dell'11% su base annua; per Deutsche Bank "la minaccia di un'interruzione dei modelli di business dovuta all'intelligenza artificiale sia a lungo termine, se non addirittura nulla". Nello specifico, i modelli di Banca Generali - target EUR66,00 - e Banca Mediolanum sono ritenuti protetti poiché fondati su "un rapporto estremamente solido tra clienti e consulenti" che "uno strumento di IA difficilmente può mettere in discussione".
Le stime sull'utile per azione 2026/2029 vedono incrementi dell'1,0% per BPM, del 4% per BPER, del 4% per Credem, del 5% per Intesa Sanpaolo, del 2% per MPS e del 3% per UniCredit, a fronte di lievi cali per Sondrio per il 3% e Mediobanca per l'1%.
Per Banco BPM, la traiettoria verso l'utile netto 2027 di EUR2,15 miliardi è definita "promettente", mentre per BPER le stime 2026-29 salgono dell'8% medio con un costo del rischio sotto i 40 punti base.
Su BPER, gli analisti concludono: "abbiamo aumentato il payout ratio all'80% in ciascuno dei prossimi anni, ma non abbiamo ancora incorporato alcun SBB nelle nostre previsioni, anche se siamo convinti che sia altamente probabile che con il piano industriale, BPER decida anche di realizzarne almeno la parte - EUR600 milioni".
Infine, per Credem le stime sono state elevate del 5% medio grazie a un NII previsto in crescita progressiva nei prossimi due anni.


















