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Russia: Europa valuta razionamento gas dopo stop forniture Nord Stream

11-07-2022 | 09:53

MILANO (MF-DJ)--L'Europa si sta preparando per un possibile razionamento del gas naturale che potrebbe costringere alcune industrie a interrompere la produzione nel timore che la Russia blocchi completamente le consegne di gas attraverso la sua arteria principale verso l'Europa.

Oggi il gasdotto Nord Stream, che corre per 1.220 chilometri dalla Russia nord-occidentale - sotto il Mar Baltico - alla Germania, si fermerà per 10 giorni per la tradizionale manutenzione annuale, ovvero riparazioni di routine in tempi di pace. I funzionari europei affermano che Mosca, che ha già ridotto le consegne di gas al 40% della capacità degli oleodotti, potrebbe non far ripartire le consegne al termine dei lavori.

Il Cremlino ha detto che prevede di continuare a fornire gas attraverso il gasdotto una volta completata la manutenzione e che eventuali interruzioni sono colpa delle sanzioni occidentali che hanno bloccato la consegna di una turbina destinata al gasdotto dal Canada. Le capitali europee, tuttavia, affermano che Mosca sta sfruttando la sua fornitura di gas come un'arma, riducendo le consegne il mese scorso come rappresaglia per il sostegno dei Paesi occidentali all'Ucraina.

Sabato il Canada ha dichiarato che avrebbe inviato la turbina in Germania dopo settimane di discussioni con il governo tedesco. Berlino vuole farla arrivare in Russia e ritiene che la mossa dimostrerà che Mosca ha usato la turbina come scusa per prendere la decisione politica di tagliare le consegne di gas all'Europa.

L'Europa ha abbastanza gas per ora ma i produttori della regione si stanno preparando per un inverno senza forniture russe. Alcuni, che necessitano di prodotti chimici realizzati con gas naturale, stanno cercando di importarli da regioni al di fuori dell'Europa dove il combustibile è più abbondante. Altri stanno progettando di passare dal gas naturale ad altri combustibili dove possibile e alcuni produttori temono che non avranno altra scelta se non quella di chiudere completamente gli impianti. "Non ci sono soluzioni facili se entriamo in una situazione di tagli", ha affermato Svein Tore Holsether, amministratore delegato di Yara International, il più grande produttore mondiale di fertilizzanti.

L'Europa contava sul gas russo per fare scorta per l'inverno quando il consumo raggiungerà il picco. Senza le consegne russe, i funzionari temono che potrebbero verificarsi carenze con il calo delle temperature. Da quando la Russia ha invaso l'Ucraina a febbraio, l'Europa ha acquistato quantità record di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti e da altri esportatori non russi, ma tali consegne potrebbero non essere sufficienti per sostituire il gas russo, che l'anno scorso rappresentava il 40% del fabbisogno dell'Unione europea.

Venerdì il presidente russo Vladimir Putin ha messo in guardia l'Occidente dall'imporre ulteriori sanzioni contro Mosca. "Le restrizioni delle sanzioni contro la Russia causano molti più danni proprio a quei Paesi che le impongono. Un ulteriore utilizzo della politica delle sanzioni potrebbe portare a conseguenze ancora più gravi, persino catastrofiche, sul mercato energetico globale", ha detto.

Uniper, una delle maggiori utility europee, venerdì ha chiesto il salvataggio dal governo tedesco dopo essere stata duramente colpita dalla diminuzione delle forniture di gas dalla Russia. La Francia, nel frattempo, si sta muovendo per nazionalizzare il colosso energetico Edf, che ha perso miliardi di euro a causa del tetto imposto dal governo sui prezzi dell'elettricità.

Le industrie ad alta intensità energetica del continente stanno discutendo con i governi sulla possibilità di ridurre il consumo di gas per riservare le forniture già scarse ai consumi delle famiglie quando arriverà l'inverno. Yara, che dispone di 15 siti di produzione in tutta Europa, utilizza il gas naturale per produrre ammoniaca, l'ingrediente chiave per i fertilizzanti azotati. La società nella prima settimana di luglio stava svolgendo le sue operazioni quasi alla piena produzione, ma Holsether ha affermato che la società potrebbe diminuire e importare ammoniaca da altri siti nei mercati di tutto il mondo in cui il gas naturale è più abbondante. L'azienda ha fatto questo passo diverse volte nell'ultimo anno quando si è trovata di fronte a picchi nei prezzi del gas naturale in Europa. Ci sono limiti alla flessibilità dell'azienda, ha però affermato Holsether.

I produttori tedeschi, il motore dell'industria europea, si stanno affrettando per essere pronti per un possibile taglio russo. Aurubis, con sede ad Amburgo, uno dei maggiori produttori di rame in Europa, ha dichiarato di voler sostituire il gas con elettricità e petrolio. Il gas, tuttavia, rimane il combustibile chiave per molti dei suoi processi e non può essere sostituito a breve termine, anche per alcuni dei lavori presso la sua fonderia di Amburgo, dove oltre 2.000 lavoratori producono fili, catodi e metalli preziosi. Il passaggio a fonti di energia alternative è stato ulteriormente complicato dalle interruzioni della catena di approvvigionamento globale. Aurubis stima che il cambiamento potrebbe richiedere fino a un anno.

L'azienda tedesca Ritzenhoff opera in una delle industrie più energivore del mondo: la produzione del vetro. La maggior parte dell'energia consumata nella produzione del vetro proviene dalla combustione del gas naturale utilizzato per riscaldare forni per fondere le materie prime e dare forma al vetro.

Alcune aziende che avevano pianificato di utilizzare il gas invece del petrolio o del carbone nel quadro dei piani per ridurre le emissioni di anidride carbonica stanno ora tornando sui loro passi a causa dell'incombente carenza di gas. Volkswagen gestisce due centrali elettriche a carbone presso la sua sede centrale a Wolfsburg, in Germania, che forniscono calore ed elettricità alla centrale e alla città. Nel 2018, ha dichiarato che avrebbe investito 400 milioni di euro per passare al gas, risparmiando 1,5 milioni di tonnellate all'anno di emissioni di CO2. Il passaggio doveva essere completato entro la fine di quest'anno ma dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e la conseguente crisi dell'approvvigionamento di gas, il Ceo Herbert Diess ha affermato che la società potrebbe prolungare l'uso del carbone.

cos


(END) Dow Jones Newswires

July 11, 2022 03:52 ET (07:52 GMT)

Titoli citati nell'articolo
Variaz.UltimoVar. 1gen
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P/E ratio 2022 3,81x
Rendimento 2022 6,75%
Capitalizzazione 78 938 M 77 581 M -
VS / Fatturato 2022 0,16x
VS / Fatturato 2023 0,14x
N. di dipendenti 641 900
Flottante 56,8%
Grafico VOLKSWAGEN AG
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MERCEDES-BENZ GROUP AG-21.57%55 913
GENERAL MOTORS COMPANY-40.58%50 798
FORD MOTOR COMPANY-40.49%50 293
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