Lo hanno detto due fonti a Reuters.

La Bce si sta avvicinando al termine di una lotta durata due anni contro l'alta inflazione, e il dibattito interno si concentra ora sul percorso dei tassi oltre a una riduzione ben annunciata dai massimi storici il 6 giugno.

Secondo le fonti, i banchieri centrali probabilmente getteranno alcune basi per la mossa di giugno quando si riuniranno presso la tenuta a cinque stelle Mount Juliet a Kilkenny, in Irlanda, il 21-22 maggio.

Affronteranno però anche alcune questioni a più lungo termine. Una di queste è la revisione della strategia di politica monetaria della banca centrale, prevista per il prossimo anno.

Le revisioni precedenti, l'ultima delle quali si è conclusa nel 2021 dopo un ritardo dovuto alla pandemia, hanno visto i funzionari ritoccare l'obiettivo della Bce in materia di inflazione, un tema sempre molto importante per i trader e ancora di più dopo la recente impennata dei prezzi.

Le fonti hanno però avvertito che in questa fase i banchieri centrali si limiteranno a un brainstorming, il che significa che non ci saranno ancora proposte specifiche.

Un portavoce della Bce ha preferito non commentare.

Alcuni economisti hanno ipotizzato che la Bce e la Federal Reserve statunitense potrebbero scegliere o essere costrette ad aumentare gli obiettivi di inflazione del 2% in una nuova era di attriti commerciali, tensioni geopolitiche e cambiamenti climatici. Ma entrambe le banche centrali hanno generalmente respinto questa idea.

Tuttavia, la presidente della Bce Christine Lagarde ha detto che la banca centrale della zona euro potrebbe discutere di una modifica all'obiettivo del 2% una volta che avrà portato l'inflazione a quel livello, il che dovrebbe avvenire entro l'inizio della revisione del prossimo anno.

L'altro argomento in discussione a Kilkenny è il modo in cui la Bce dovrebbe considerare le riflessioni sul clima nel definire la propria politica monetaria.

Si tratta di un dibattito di lunga data che ruota attorno alla scelta di obbligazioni di aziende meno inquinanti e all'incentivazione delle banche a fare lo stesso quando concedono prestiti.

Dall'inizio della sua presidenza, nel tardo 2019, Lagarde ha organizzato incontri di questo tipo in tutta la zona euro, sperando di riportare l'armonia all'interno di un Consiglio direttivo diviso, ereditato dal predecessore, Mario Draghi.

I governatori sono generalmente concordi nel ritenere che l'atmosfera sia migliorata sotto la guida di Lagarde, alla quale è stato riconosciuto il merito di aver ascoltato maggiormente i colleghi rispetto a Draghi.

(Tradotto da Camilla Borri, editing Stefano Bernabei)