MILANO (Reuters) - Mario Draghi propone un "cambiamento radicale" in Europa, necessario per rilanciare la competitività dell'Unione europea.

"Abbiamo bisogno di un'Ue che sia adatta al mondo di oggi e di domani", ha detto l'ex presidente della Bce ed ex premier italiano parlando a una conferenza a La Hulpe a proposito della relazione sulla competitività che gli ha chiesto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.

L'Europa deve poter contare su sistemi energetici puliti e indipendenti, su un sistema di difesa integrato e adeguato, su un'industria manifatturiera nei settori più innovativi e su una posizione di primo piano nell'innovazione tecnologica, ha detto.

Secondo Draghi, l'azione dell'Europa è stata limitata finora dal fatto che i processi decisionali sono stati concepiti per il "mondo di ieri": pre-Covid, pre-Ucraina, pre-crisi in Medio Oriente, pre-ritorno della rivalità tra grandi potenze.

Dovremmo essere in grado di sviluppare ora un nuovo strumento strategico per il coordinamento delle politiche economiche, sostiene Draghi aggiungendo che "se dovessimo scoprire che questo non è fattibile, in casi specifici, dovremmo essere pronti a prendere in considerazione la possibilità di andare avanti con un sottoinsieme di Stati membri".

"In linea di massima, però, credo che la coesione politica della nostra Unione richieda di agire insieme, possibilmente sempre. E dobbiamo essere consapevoli che la stessa coesione politica è ora minacciata dai cambiamenti nel resto del mondo".

Il ripristino della competitività europea, ha proseguito, non è qualcosa che possiamo ottenere da soli: "Dobbiamo agire come Unione europea come non abbiamo mai fatto prima".

Se vogliamo essere all'altezza delle grandi potenze concorrenti dell'Europa, avremo bisogno di una rinnovata alleanza tra gli Stati membri, di una ridefinizione dell'Unione che non sia meno ambiziosa di quella che i padri fondatori fecero 70 anni fa con la creazione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, ha concluso.