TOKYO (awp/ats/ans) - Listini in rosso in Asia e nel Pacifico, dove prevale la delusione per la prudenza annunciata dalla Federal Reserve sui tassi. Gli investitori si aspettavano segnali su una possibile discesa, ma così non è stato venerdì scorso, quando il presidente Jerome Powell si è detto addirittura pronto ad alzarli nuovamente.

Tokyo ha lasciato sul campo l'1,37% e Shanghai l'1,67%, nonostante l'inatteso rialzo dell'indice Pmi a 51,5 punti. Deboli Taiwan (-0,54%), Seul (-0,82%) e Sidney (-0,89%. Ancora aperta Hong Kong (-2,35%), penalizzata dal crollo di Lenovo, dopo che il presidente Yang Yuanqing ha ridotto la propria partecipazione dall'8,06 al 7,66% lo scorso 1 dicembre. Scambi ancora in corso a Mumbai (+0,5%) e Singapore (-0,45%).

Negativi i future sull'Europa e gli Usa in attesa degli indici Pmi, in rialzo il dollaro a 0,92 euro e 0,79 sterline mentre appare poco mosso il greggio (Wti +0,14% a 73,16 dollari al barile), scivola l'oro (-1,73% a 2.032,46 dollari l'oncia), dopo il record toccato nella vigilia a 2135 dollari e il gas naturale (-2,77% a 38,99 euro al MWh) scende sotto la soglia dei 40 euro.

Sotto pressione sulla piazza di Tokyo i produttori di semiconduttori Advantest (-6,21%), Screen Holding (-5,32%) e Renesas (-5,23%). Contrastati i grandi esportatori Sony (+0,64%), Sharp (+1,2%) e Panasonic (-0,72%), così come gli automobilistici Subaru (+2,41%) e Toyota (-0,51%).