WASHINGTON (awp/ats/ans) - Un'economia collassata e una popolazione che vive in povertà, con un accesso minimo alla sanità e senza istruzione. A scattare la fotografia della situazione a Gaza è la Banca Mondiale, secondo la quale l'economia palestinese ha sperimentato uno degli shock maggiori della recente storia economica, con il Pil crollato dell'86% nel quarto trimestre 2023. Nello stesso periodo la contrazione in Cisgiordania è stata del 22%.

"La contrazione dovrebbe continuare nel 2024. L'attività economica a Gaza è quasi ferma dal 7 ottobre e quasi ogni residente della Striscia ora vive in povertà", spiegano gli esperti di Washington stimando in 18,5 miliardi il costo dei danni alle infrastrutture essenziali, cifra pari al Pil della Cisgiordania e di Gaza nel 2022.

I danni alle strutture riguardano ogni settore dell'economia, ma quelli alle abitazioni fanno la parte del leone rappresentando il 72% del totale. "Oltre un milione di persone è stimato essere senza casa. Con l'84% della strutture sanitarie distrutte o danneggiate, e la mancanza di elettricità e acqua, la popolazione ha un accesso minimo alla sanità, alle medicine e alle cure salva-vita", osserva la Banca Mondiale precisando che il sistema dell'eduzione è "collassato con il 100% dei bambini non a scuola".

Per gli esperti di Washington è necessario aumentare l'assistenza umanitaria, offrire soluzioni abitative e ripristinare i servizi essenziali. "Sforzi maggiori saranno necessari per la ricostruzione di infrastrutture critiche e servizi, come gli ospedali, le scuole, l'energia, i sistemi di fornitura di acqua, strade e anche i servizi digitali", mette in evidenza la Banca Mondiale. "Il ripristino di condizioni vivibili e l'assicurare cibo, sanità e istruzione è essenziale - osserva ancora la banca Mondiale - per preservare il capitale umano per la prossima generazione".