I mercati valutari restano impostati su una moderata forza del dollaro, con euro e sterlina in lieve indebolimento a fronte di un premio al rischio geopolitico ancora elevato legato alla fragilità del cessate il fuoco USA–Iran e alle implicazioni sui tassi, mentre lo yen si stabilizza grazie al calo del petrolio ma mantiene una debolezza strutturale contro il dollaro.
L'euro/dollaro scende sotto quota USD1,17 a USD1,1678, con gli investitori che continuano a prezzare un incremento dei rischi geopolitici in Medio Oriente, in particolare dopo l'escalation in Libano e il rischio di ulteriori interruzioni nello Stretto di Hormuz.
Sul fronte diplomatico, l'attenzione è rivolta ai colloqui del fine settimana a Islamabad guidati dal vicepresidente USA JD Vance, ma il mercato attribuisce ancora bassa probabilità a una de-escalation duratura, alla luce del crescente divario tra le posizioni di Iran e asse USA–Israele.
In questo contesto, le attese sui tassi nell'area euro si sono spostate al rialzo, con i mercati che scontano almeno due ulteriori rialzi BCE entro fine 2026, fornendo solo un sostegno parziale alla moneta unica.
Anche la sterlina arretra a USD1,3410, in un contesto di debolezza generalizzata delle valute europee rispetto al biglietto verde. Le aspettative sui tassi della Bank of England risultano in rialzo, con almeno un ulteriore aumento prezzato entro fine 2026, riflettendo persistenti pressioni inflazionistiche in uno scenario caratterizzato da energia più volatile e rischio geopolitico elevato.
Lo yen/dollaro si stabilizza intorno a JPY159, beneficiando del calo del petrolio che ha temporaneamente attenuato le preoccupazioni legate alla dinamica stagflazionistica.
La valuta giapponese resta debole su base tendenziale, ancora in calo di circa il 2% dall'inizio del conflitto, con gli investitori che continuano a scontare l'impatto negativo della volatilità energetica sulle prospettive di crescita e inflazione in Giappone.
L'attenzione si sposta ora sulla Bank of Japan e sul governatore Kazuo Ueda in vista della riunione del 28 aprile, con particolare focus sulle indicazioni di policy in stile forward guidance.



















