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WALL STREET : Dow Jones gi¨ dopo Fed, resiste il Nasdaq

17-06-2021 | 18:42

MILANO (MF-DJ)--A Wall Street il Dow Jones tratta in netto calo dopo la svolta da falco della Federal Reserve che si è dimostrata piú aggressiva del previsto sulle prospettive di rialzo dei tassi di interesse. Il Dow Jones lascia sul terreno l'1,01% e l'S&P 500 lo 0,47%, mentre il Nasdaq Composite resiste con un rialzo dello 0,28% grazie alla buona performance dei titoli tech.

Il costante miglioramento dei dati economici statunitensi sta "ovviamente e giustamente" influenzando le prospettive della Federal Reserve, afferma Charles Hepworth di Gam Investments. Forse, ancora piú importante, le prospettive di inflazione stanno iniziando a influenzare il processo decisionale della Fed, con un'inclinazione piú "da falco".

Tuttavia il primo rialzo dei tassi è previsto tra due anni e la chiara assenza nel comunicato stampa della Fed di qualsiasi riduzione degli stimoli, come il tapering, sono fattori che dovrebbero tornare a dare un sostegno al mercato nel medio termine, puntualizza Hepworth. Questo "shock da falco" che ha spinto i mercati azionari al ribasso sará quindi "probabilmente dimenticato tra una settimana".

"La riunione Fed ha scosso i mercati ieri, aumentando le aspettative che l'Istituto a breve possa iniziare a rimuovere le misure di stimolo. Il trigger è stata la modifica alla nuvola dei dots, che ha segnalato le attese da parte di 13 membri su 18 del board di almeno un rialzo dei tassi nel 2023, con addirittura 11 membri che se ne aspettano almeno due. Si tratta di una modifica importante rispetto alla riunione di marzo nella quale 11 membri si attendevano invece tassi fermi", affermano gli strategist di Mps Capital Services.

"Il governatore Powell ha provato a stemperare il segnale emerso dai dots, sottolineando che sono previsioni che vanno prese con le pinze, ma il messaggio giunto al mercato dalla riunione è di una Fed che sta preparando il campo per la rimozione delle misure di stimolo a partire dal QE. Lo stesso Powell ha, infatti, definito la riunione come 'l'inizio della discussione sulla discussione del tapering'. L'inflazione infatti, seppur nel comunicato sia stata ribadita l'idea di transitorietá, a detta di Powell potrebbe risultare piú forte e persistente di quanto atteso, così come il mercato del lavoro dovrebbe rafforzarsi abbastanza velocemente", aggiungono gli esperti.

In sintesi, concludono da Mps Capital Services, "la riunione Fed di ieri ha dato il via al processo di normalizzazione della politica monetaria accomodante, con l'elemento del mercato del lavoro che per ora è quello mancante per accelerare tale processo".

"Pur mantenendo la policy attuale, con il tasso dei Fed funds vicino allo zero, la Federal Reserve assume un atteggiamento piú da falco per il futuro. Con la maggioranza dei membri del Fomc che prevedono due rialzi dei tassi nel 2023, la Banca centrale statunitense si è allontanata dalla linea ultra accomodante passata. In generale, la Fed riconosce che per raggiungere i suoi obiettivi di occupazione e inflazione, per il futuro è necessaria una politica monetaria meno accomodante", afferma il Macro & Strategy Team di Mirabaud AM.

La Federal Reserve ha mosso i suoi primi timidi passi su un percorso di politica monetaria piú aggressiva, conferma Oliver Blackbourn di Janus Henderson Investors. Sebbene il presidente della Fed, Jerome Powell, abbia segnalato che l'inizio del tapering è ancora "lontano", il discorso sulla riduzione degli acquisti è finalmente iniziato. Le previsioni economiche della Fed sono poi migliorate, con la Banca che ha riconosciuto che la crescita nel 2021 sará piú forte di quanto previsto in precedenza.

"La Fed sta cercando di non farsi trovare impreparata nel caso l'inflazione si muovesse al rialzo con piú intensitá di quanto previsto nei mesi scorsi e il dot plot lancia un segnale del fatto che un'inflazione per periodi anche prolungati sopra l'obiettivo medio del 2% è accettabile, ma il rischio di lasciare surriscaldare l'economia lo è molto meno e si vuole evitare. La variabile chiave a questo punto, dopo questo passaggio sul fronte inflazione, è l'andamento del mercato del lavoro. La Fed è stata chiara: non ci sono solo il numero di posti e il tasso di disocccupazione, ma metriche a piú ampio spettro, come la partecipazione della popolazione alla forza lavoro", aggiunge Luca Tobagi, Cfa Investment Strategist di Invesco.

"Il cambiamento nella previsione circa i tassi sui fondi Fed non è stato accompagnato da alcun segnale chiaro sul tapering. In ogni caso, il presidente Powell ha ammesso che in questo incontro il Fomc ha avviato la discussione sul tapering. Il progresso sostanziale necessario per tagliare l'acquisto di asset non è ancora stato raggiunto, ma c'è sempre piú fiducia sul fatto che l'economia stia andando nella direzione giusta.

Tuttavia una chiarezza ancora maggiore sulle tempistiche richiede piú dati; continuiamo ad aspettarci che piú informazioni saranno svelate nell'incontro di Jackson Hole (dal 26 al 28 agosto). Considerando la previsione piú rosea dipinta dalla Fed, i dettagli sul tapering saranno probabilmente comunicati in occasione dell'incontro del 22 settembre", afferma infine Paolo Zanghieri, Senior Economist di Generali Investments.

Sul fronte macroeconomico, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) sono salite di 37.000 unitá a quota 412.000. Il consenso raccolto dal Wall Street Journal si attendeva un dato a quota 360.000 unitá. Il numero di sussidi continuativi al 5 giugno, infine, è salito di 1.000 unitá a quota 3,518 mln.

Inoltre l'indice sull'attivitá manifatturiera regionale elaborato dalla Fed di Filadelfia si è attestato a giugno a 30,7 punti, in calo rispetto ai 31,5 punti di maggio. Il dato ha superato leggermente il consenso degli economisti che si aspettavano invece una lettura a 30 punti. Il sotto-indice dei nuovi ordini al settore manifatturiero, si legge nel comunicato della Fed di Filadelfia, si è attestato a 22,2 punti dai 32,5 punti dello scorso mese, mentre quello sull'occupazione è salito a 30,7 punti dai 19,3 di maggio.

Infine il superindice degli Stati Uniti è salito dell'1,3% a livello mensile a maggio, in linea con il consenso degli economisti. La componente coincident è salita dello 0,4%, mentre quella lagging è scesa del 2,2%.

alb

alberto.chimenti@mfdowjones.it

(END) Dow Jones Newswires

June 17, 2021 12:41 ET (16:41 GMT)

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