LONDRA (Reuters) - I prezzi del greggio si muovono in rialzo mantenendosi ai massimi dal 23 giugno, spinti dagli attacchi alle spedizioni nel Mar Rosso, dai timori per i pesanti dazi statunitensi sul rame e dalle previsioni di una minore produzione di petrolio negli Stati Uniti.
Intorno alle 11,40, i futures sul Brent avanzano di 32 centesimi, o dello 0,46%, a 70,47 dollari il barile, mentre quelli sul West Texas Intermediate guadagnano 37 centesimi, o lo 0,54%, a 68,7 dollari il barile.
Dopo mesi di calma nel Mar Rosso, nell'ultima settimana sono ripresi gli attacchi alla principale rotta marittima globale, che le fonti attribuiscono alle milizie Houthi dello Yemen, alleate dell'Iran.
È in corso una missione per salvare l'equipaggio di una nave da carico affondata nel Mar Rosso a seguito di un attacco che ha ucciso almeno quattro membri dell'equipaggio. Gli Houthi non hanno rivendicato la responsabilità dell'attacco.
A sostenere i prezzi del greggio è anche la previsione di ieri dell'Energy Information Administration, secondo cui gli Stati Uniti produrranno meno petrolio nel 2025 rispetto a quanto previsto in precedenza, con il calo dei prezzi del greggio che ha spinto i produttori statunitensi a rallentare l'attività.
Ieri il presidente Usa Donald Trump ha detto che annuncerà un dazio del 50% sul rame allo scopo di incrementare la produzione statunitense di un metallo fondamentale per i veicoli elettrici, l'hardware militare, la rete elettrica e molti beni di consumo.
(Tradotto da Claudio Leonel Piacquadio, editing Stefano Bernabei)



















