ZURIGO (awp/ats) - La borsa svizzera chiude in lieve rialzo una seduta assai poco movimentata: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 10'964,81 punti, in progressione dello 0,11% rispetto a ieri.

Archiviato l'eccellente mese di novembre, il proseguimento del rally natalizio dipende in larga misura dai dati congiunturali degli Stati Uniti e dell'Eurozona. Decisivo potrebbe essere il rapporto sul mercato del lavoro americano che sarà pubblicato venerdì: se i dati dovessero delineare un quadro di rallentamento la tendenza al rialzo dei corsi azionari potrebbe continuare. Questo perché si rafforzerebbero le speranze di un taglio dei tassi d'interesse a partire dall'anno prossimo.

Cresce di conseguenza l'attesa per la riunione della Federal Reserve, in programma la settimana prossima, martedì e mercoledì: potrebbero scaturire importanti indicazioni circa il futuro della sua politica. Il giorno successivo toccherà poi alla Banca nazionale svizzera (BNS) informare sui suoi orientamenti.

Sul fronte interno al centro dell'attenzione figurava ancora una volta Roche (+1,89% a 250,95 franchi), che ha diffuso dati clinici positivi relativi al preparato Inavolisib contro una forma specifica di cancro al seno. Meno ispirati sono apparsi gli altri due pesi massimi difensivi, Novartis (-1,25% a 85,06 franchi) e Nestlé (-0,36% a 99,61 franchi).

Sotto pressione si è trovata UBS (-1,82% a 24,34 franchi), che stando agli operatori ha sofferto per i realizzi di guadagno, dopo le ultime sedute che hanno portato l'azione a livelli che non si vedevano dal 2008. Nello stesso comparto finanziario scarso dinamismo è stato mostrato anche da Partners Group (-0,30% a 1147,00 franchi).

Hanno presentato un orientamento positivo i valori particolarmente sensibili alla congiuntura quali ABB (+1,49% a 35,38 franchi), Kühne+Nagel (+1,33% a 258,60 franchi), Holcim (+0,40% a 64,70 franchi) e Sika (+1,06% a 238,60 franchi). Alcon (-1,56% a 63,02) si è confermato titolo più volatile della media.

Nel mercato allargato Idorsia (-8,97% a 1,97 franchi) e Straumann (-1,53% a 116,00 franchi) hanno dovuto fare i conti con i giudizi di JPMorgan, che per i due valori ha rispettivamente ridotto l'obiettivo di corso e cambiato la raccomandazione.