ZURIGO (awp/ats) - La borsa svizzera archivia una settimana negativa con una seduta tutta in ribasso: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 12'044,59 punti, in flessione dello 0,42% rispetto a ieri.

La giornata è partita nella calma, complice l'assenza di impulsi sia sul fronte aziendale che in ambito di congiuntura globale, ma con il trascorrere delle ore è aumentato il nervosismo, con i mercati che si sono sono mostrati turbati per gli sviluppi in Francia. Gli esperti ritengono che la convocazione delle elezioni parlamentari rappresenti un rischio: una eventuale sconfitta del partito del presidente Emmanuel Macron potrebbe scombussolare l'agenda politica europea.

Un primo piano è rimasta anche la politica monetaria: gli occhi sono come sempre puntati sulla Federal Reserve. In tal ambito nel pomeriggio sono giunti segnali incoraggianti: negli Stati Uniti i prezzi delle importazioni sono scesi in maggio per la prima volta dalla fine del 2023. Potrebbero contribuire a tenere sotto controllo l'inflazione, cosa che aprirebbe la strada a un taglio dei tassi d'interesse.

Per l'SMI la settimana termina con una perdita dell'1,7%. A livello di singoli titoli sotto pressione si è rivelata Logitech (-3,05% a 88,38 franchi), che visto il quadro fattosi più incerto è stata interessata da realizzi di guadagno, dopo un inizio di 2024 positivo. Richemont (-1,51% a 143,85 franchi) ha da parte sua sofferto sulla scia delle tensioni per i dazi che si stanno acuendo fra Cina e Ue.

UBS (-1,07% a 26,92 franchi) ha subito i contraccolpi della debolezza dei titoli bancari europei e in particolare francesi. Nello stesso comparto finanziario non hanno brillato Partners Group (-1,79% a 1154,00 franchi) nonché gli assicurativi Swiss Life (-0,47% a 632,20 franchi), Swiss Re (-1,54% a 108,90 franchi) e Zurich (-0,32% a 471,40 franchi).

In chiaro rosso hanno terminato i valori particolarmente sensibili alla congiuntura quali ABB (-1,56% a 49,89 franchi), Geberit (-1,42% a 542,20 franchi), Holcim (-1,57% a 80,04 franchi), Kühne+Nagel (-0,81% a 256,50 franchi) e Sika (-2,70% a 255,90 franchi). La voglia di sicurezza ha per contro favorito i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,19% a 95,28 franchi), Novartis (+0,80% a 95,01 franchi) e Roche (+0,73% a 247,60 franchi)

Nel mercato allargato si è messa in luce Molecular Partners (+12,45% a 5,96 franchi), che ha annunciato importanti passi avanti nello sviluppo del suo trattamento sperimentale MP0621, una terapia che supporta il trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Interesse ha suscitato anche Idorsia (+0,76% a 1,98 franchi) sulla scia di un articolo della Neue Zürcher Zeitung riguardante il fondatore dell'azienda, Jean-Paul Clozel.