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Economia : Fink, traversata pericolosa (Mi.Fi.)

18-10-2021 | 08:45

MILANO (MF-DJ)--Questa non sarà, per l'economia globale, una semplice transizione dal marrone al verde, ma con passaggi graduali per diversi stadi e con colori intermedi. È un Larry Fink particolarmente riflessivo e preoccupato quello che pronuncia queste parole in un'intervista esclusiva a Class Cnbc nonostante la sua creatura, BlackRock, abbia battuto mercoledì nuovamente le stime degli analisti sui risultati di bilancio.

Il terzo trimestre del 2021 ha visto la più grande società di asset management esibire una crescita a doppia cifra di utili e fatturato, avvicinandosi al traguardo storico dei 10.000 miliardi di masse in gestione in fondi di investimento e in strumenti diversi di impiego della liquidità. Il ceo riflette infatti ad ampio raggio guardando al lungo termine, come è abituato a fare chi investe i risparmi delle persone. Sa quanto delicata sia la fase di trasformazione che sta attraversando e attraverserà l'economia globale da qui in avanti gradualmente.

Una questione che non tocca solo le aziende e gli Stati, ma anche il mondo del lavoro alle prese con la sfida della gig economy. Cioè l'economia di aziende basata su lavori flessibili, temporanei o freelance, spesso coinvolgendo il collegamento con clienti o clienti attraverso una piattaforma online. Ed è una trasformazione che, unita alle forze demografiche e ad una parziale deglobalizzazione post-pandemica, genererà strutturalmente più crescita salariale e inflazione. Sarà fondamentale contenere gli squilibri, che già sono presenti.

Del resto, le recenti azioni di BlackRock confermano che il cambiamento è in atto: il caso del board di ExxonMobil a maggio, l'intervento accorato di Fink al G20 di Venezia a luglio sulle politiche per il clima e il lancio imminente di Aladdin Climate, piattaforma che aiuterà a identificare il rischio climatico in un portafoglio. Ecco il suo punto di vista sul futuro che ci aspetta.

Domanda. In questa fase le persone stanno spendendo e investendo di più. Jp Morgan e Bank of America hanno parlato di come le spese nelle carte di credito siano cresciute. Questi dati fanno pensare a un'economia forte, però tu sei un po' preoccupato di quello che stai vedendo. Sei meno sereno rispetto a Jamie Dimon o Brian Moynihan per esempio?

Risposta. Io credo che in questo momento siamo in una transizione molto lunga, che ci porta fuori dal Covid. Durante la pandemia abbiamo visto grandi successi da parte di determinate componenti dell'economia. Tuttavia, ci sono delle parti della società rimaste indietro. È un mondo più frammentato, in cui cresce a ritmi più veloci il mondo in via di sviluppo. Insomma, è una transizione più ampia. L'ironia oggi è che ci sono tantissimi lavori disponibili e ci sono otto milioni di persone negli Stati Uniti che erano nel mondo del lavoro prima e non vi sono ora.

Quindi c'è un'enorme divergenza tra le persone che cercano lavoro e quelle imprese che cercano personale. Ecco, queste ultime sono molte di più. Ciò che stiamo sottovalutando nella fase post-Covid è il potere di attrazione della gig economy, legata più ai lavori di precariato, e che per tanti motivi è un modello di economia più accomodante per le persone. Coloro che cercano lavori part-time, senza avere benefit o pensioni, adesso trovano delle alternative valide. In passato il precariato non ti permetteva di avere questi benefici, ora invece ci sono lavori che si possono gestire da casa.

Le persone stanno cercando di rianalizzare la loro vita, di fare cambiamenti, di lavorare più vicini a casa e per meno ore. Ed è un fatto positivo. Al contrario, la parte tradizionale dell'economia ha sì dei benefit, ma è vincolata a orari molto impegnativi. La transizione è dunque un processo positivo, però porta degli squilibri preoccupanti per l'economia globale. Inoltre, questo periodo di squilibrio ci porterà a un mondo diverso, ma nel frattempo genererà più inflazione, che non considero transitoria. Credo che la crescita salariale sarà molto più alta di quanto ci aspettavamo e che sempre più società dovranno trovare i modi per attirare i dipendenti, dandoli benefici attraverso o la pensione o l'assicurazione. Ciò sta succedendo alle grandi società in questo momento di transizione. C'è una grande fetta e diverse categorie di asset che non sono entrate in gioco. Siamo attualmente in una fase di rotazione sul mercato, che sarà più lunga di quello che si può pensare adesso e cambierà soltanto quando capiremo meglio quale sarà l'evoluzione.

D. Lungo la transizione ci saranno quindi industrie che dovranno iniziare ad aumentare i salari per i loro dipendenti?

R. Forse questo avrà un impatto sui margini, ma magari ci saranno dei prezzi più elevati. Ci sono altri fattori da tenere in conto, come la questione demografica della Cina. Il Paese ha fornito molti beni a basso costo. L'attività di esportazione è ai massimi. In questi ultimi trent'anni la Cina è stata un motivo della riduzione dell'inflazione. Tuttavia, non ci sarà più una tale disponibilità della forza lavoro e nemmeno prezzi così bassi per i prodotti esportati dalla Cina. Ci sono tanti temi importanti che avranno un impatto sui salari e porteranno a un regime maggiormente inflazionistico, come l'andamento demografico e il ritorno di posti di lavoro a livello domestico per gi altri Paesi.

L'ultima cosa che posso dire è il modo in cui stiamo gestendo i rischi climatici. Ho scritto qualcosa e ne ho parlato a Venezia al G20 di luglio. Le politiche in tutto il mondo hanno solo ridotto la fornitura di energia. Ciò produce inevitabilmente un'inflazione energetica più elevata per lungo tempo. È per questo che stiamo investendo in nuove tecnologie per trovare soluzioni agli idrocarburi più economiche e rendere la transizione più equa e giusta per tutta l'economia. E io spingo per questo.

D. Ci sono persone che parlano di BlackRock e dicono che in parte siete responsabili del calo del capex per esempio da parte di ExxonMobil. Alcune compagnie energetiche sono diventate più restie a spendere soldi per fare esplorazioni per il carbonio sporco. Cosa ne pensi?

R. Da una parte c'è la retorica e dall'altra la realtà tangibile. Sarei felice di parlare direttamente con alcuni responsabili di queste compagnie a cui ti riferisci pr avere un riscontro. Noi abbiamo parlato e parliamo tanto con tutte le aziende energetiche per trovare delle soluzioni specifiche di lungo periodo. Siamo il più grande detentore di partecipazioni azionarie nei nostri portafogli dei fondi gestiti in società di idrocarburi. Lavoriamo con loro e con gli Stati perché questa non sarà una transizione direttamente dal marrone al verde, ma piuttosto dal marrone al marrone chiaro, poi al verde chiaro verso il verde. Non entrerò nei dettagli che riguardano Exxon. La nostra posizione nell'assemblea dei soci non aveva nulla a che fare con il tema delle esplorazioni, ma con la governance dell'azienda, su cui ho già parlato abbastanza.

D. BlackRock ha battuto le stime sia in termini di fatturato che di redditività. Ormai ci siamo abituati alla notizia che riguarda la vostra capacità di battere le attese. I vostri asset in gestione sono cresciuti parecchio, di 100 miliardi di dollari. Siete vicini alla soglia dei 10 mila miliardi di dollari. Dove pensate di arrivare a questo punto?

R. Abbiamo ovviamente vissuto dei cali nei mercati azionari e il rafforzamento del dollaro, quindi i nostri asset sono stati più o meno fermi per il trimestre, pari a circa 9,5 mila miliardi. Abbiamo visto 98 miliardi di flussi di fondi in entrata a lungo termine, il che è abbastanza significativo, e negli ultimi dodici mesi 450 miliardi di flussi in entrata. Nel terzo trimestre abbiamo registrato una crescita organica annualizzata delle commissioni del 9%, al di sopra di nuovo dell'impegno che ci siamo presi (5%). L'incremento del fatturato è stato del 16%. È stato un trimestre incredibile, in cui quasi tutte le nostre aree di business sono cresciute.

D. Una parte di questo risultato è arrivata dalla crescita del 13% dei ricavi del settore dei servizi tech. Cosa sta succedendo?

R. Sì, il sistema Aladdin è diventato una piattaforma usata sempre di più da asset manager, compagnie di assicurazione, patrimoni dedicati ed etici, fondazioni, fondi pensione per gestire tutto il loro portafoglio, processare i loro scambi e per lavorare con le loro banche che si occupano dell'attività di custodia delle attività di partecipazione. Lavoriamo con i consulenti finanziari aiutandoli a capire il rischio associato al portafoglio dei loro clienti. Intendiamo far partire adesso Aladdin Climate, che aiuta le persone a valutare il portafoglio riguardo al rischio climatico.

Al momento è facile usare un modello e si potrebbe correre il rischio di semplificare troppo le cose, ma ti dà un'idea di quello che succede dal punto di vista dell'impatto fisico. Quello che invece serve sono dei dati che ti aiutino a capire cosa succede a ogni singola società. Questo vuol dire che le compagnie riporteranno delle informazioni sui loro bilanci e piani di sviluppo in maniera sempre più trasparente e possiamo osservare i loro risultati raggiunti e valutare meglio come si comportano riguardo questo tema nel lungo periodo e non solo nello spazio dedicato all'esposizione dei dati in occasione del trimestre in corso

fch

(END) Dow Jones Newswires

October 18, 2021 02:44 ET (06:44 GMT)

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