La rassegna settimanale di Borsa
La rassegna settimanale di Borsa  :  Preferisco quando c'è decisamente meno calma

La rassegna settimanale di Borsa : Preferisco quando c'è decisamente meno calma

Settimana decisamente fiacca come da tradizione. Wall Street chiusa per il Giorno del Ringraziamento e mercati finanziari che registrano nuovamente una performance settimanale positiva, facendo seguito al presunto rallentamento nel ritmo dei rialzi dei tassi negli Stati Uniti e in Europa. Le banche centrali avvertono tuttavia che la strada da percorrere per contenere l'inflazione è ancora lunga e che saranno necessari ulteriori aumenti dei tassi. Variazioni settimanali* FTSE-MIB 24718  +0.18% CNH INDUSTRIAL N.V. +4.49% LEONARDO S.P.A. +3.29% PRYSMIAN S.P.A. +3.25% BANCA GENERALI S.P.A... -3.65% MONCLER S.P.A. -3.67% MEDIOBANCA S.P.A. -7.40% STOXX EUROPE 600440.73  +1.71% S&P 5004026.12  +1.53% NIKKEI 22528283.03  +1.37% GOLD1754.26$  +0.12% BRENT OIL83.79$  -4.45% EURO / US DOLLAR1.04$  +0.62% Top/Flop della settimana Top Manchester United (+44%): Dopo giorni di voci al riguardo, la famiglia Glazer ha confermato che sta valutando il futuro della propria partecipazione nel club di calcio britannico. In altre parole, se dovesse presentarsi un acquirente con una buona offerta, è probabile che vi sia una vendita. Mirati Therapeutics (+25%): Secondo quanto riportato questa settimana da Bloomberg News, le major farmaceutiche starebbero facendo la corte alla biotech specializzata in oncologia. Mirati sta suscitando maggior interesse da quando la sua gran rivale Seagen ha scelto di rimanere indipendente. L'FDA dovrebbe pronunciarsi entro la metà di dicembre su adagrasib, un trattamento per il cancro ai polmoni. Burlington Stores (+24%): L'azienda tessile ha rassicurato gli investitori stimando un miglioramento delle prospettive per il 2023. È stato sufficiente per addolcire la pillola dei deludenti risultati trimestrali. Warner Music (+17%): Gli analisti hanno apprezzato i risultati trimestrali pubblicati a metà settimana e la visibilità sugli anni successivi. Best Buy (+14%): Un altro buon risultato. Il retailer ha superato le aspettative, potendo così aumentare i propri obiettivi di fatturato annuale. Il mercato logicamente apprezza. Siemens Energy (+10%): Continua il ritorno in auge del gruppo tedesco dopo un periodo di magra. Gli ultimi dati pubblicati la scorsa settimana e la vigorosa ripresa di controllo operativo risultano allettanti. Il titolo ha recuperato il 44% in un mese, un record europeo tra le grandi aziende. Flop Martens (-24%): L'azienda produttrice delle famose scarpe ha avvertito che, a causa di una domanda che si profila più debole del previsto per il contesto di consumo, quest'anno vi sarà una riduzione dei margini. Jack in the Box (-16%): La catena di fast-food ha timidamente svelato una previsione per il prossimo anno durante l'annuncio dei risultati trimestrali, tuttavia in linea con le aspettative. Anche i costi del gruppo sono aumentati con l'acquisizione di Del Taco. TAG Immobilien (-15%): Il mercato ha pesantemente punito la società immobiliare tedesca che in settimana ha annunciato che quest'anno non vi sarà nessun dividendo. L'obiettivo è ricostruire la solidità finanziaria. Per quanto riguarda il dividendo 2023, le sue sorti sono ancora in sospeso. Intrum (-11%): La società svedese ha annunciato un'importante rettifica negativa su una delle sue partecipazioni, scontentando fortemente il mercato. La società di ricerca Nordea ha abbassato la sua raccomandazione da buy a hold. Credit Suisse (-12%): Continua la Via Crucis per la banca, che prevede una pesante perdita nel quarto trimestre. Ciò non ha impedito all'istituto finanziario di effettuare un aumento di capitale di 4 miliardi di franchi svizzeri, che le fornisce un cuscinetto di sicurezza per completare la sua trasformazione. Materie prime Energia: Il mercato petrolifero è ancora sotto pressione e perde terreno anche questa settimana. L'Unione Europea starebbe valutando la possibilità di limitare il prezzo del petrolio russo tra i 65 e i 70 dollari.  L'Urals viene attualmente scambiato a circa 67 dollari al barile, con uno sconto significativo rispetto al Brent. Possiamo quindi dedurre che questo prezzo massimo non dovrebbe incidere più di tanto sulla produzione russa, che nei prossimi mesi non dovrebbe diminuire in modo significativo, il ché spiega in parte la debolezza del prezzo del petrolio degli ultimi giorni.  Il Brent del Mare del Nord viene scambiato a circa 86 dollari USA, mentre il WTI americano a 79 dollari al barile. In Europa, i prezzi del gas si stanno stabilizzando a circa 123 EUR/MWh per il riferimento olandese (TTF di Rotterdam). La Russia accusa l'Ucraina di stoccare il gas in transito sul suo territorio e destinato alla Moldavia. Gazprom minaccia pertanto di ridurre i suoi flussi che attraversano il Paese. Metalli: Nel complesso i metalli industriali sono scesi, penalizzati dalle preoccupazioni sulle nuove restrizioni sanitarie in Cina. La circolazione del coronavirus sta spingendo le autorità cinesi a confinare nuovamente diverse città e quartieri. In altre parole, il mercato deve ancora aspettare per interpretare il ruolo di una piena ripresa della domanda di metalli. Il rame viene scambiato leggermente al di sopra degli 8.000 dollari per tonnellata sull'LME. Per quanto riguarda i metalli preziosi, l'oro si mantiene sui 1.750 dollari. Ancora sul fronte dei metalli preziosi, il World Platinum Investment Council prevede per il prossimo anno un mercato deficitario per il platino, il primo dal 2020. L'Istituto punta il dito contro la forte domanda da parte dell'industria automobilistica (le cui necessità dovrebbero crescere del 3,3% su base annua), mentre l'offerta globale dovrebbe aumentare solo del 2%. Il platino viene scambiato a circa 985 dollari. Prodotti agricoli: L'Ucraina stima di poter esportare 13 milioni di tonnellate di grano nella stagione 2022/2023, un calo significativo rispetto ai quasi 20 milioni di tonnellate di grano esportati l'anno precedente. A Chicago il grano viene scambiato a meno di 800 centesimi per bushel, contro i 660 centesimi del mais. Macroeconomia Clima: Confuso, ma migliora. Gli indicatori economici continuano a raccontare una storia, i tassi un'altra e le azioni una terza. Qual è la giusta prospettiva? Gli indicatori PMI europei di novembre sono migliori di quello che prevedevano gli economisti. Negli Stati Uniti rimangono deboli, ma gli ordini di beni durevoli sono più forti del previsto e la fiducia dei consumatori è in aumento. Fortunatamente per i mercati azionari, gli investitori hanno accolto favorevolmente i verbali dell'ultima riunione della Fed. Vi hanno visto segnali di una posizione meno rigida sul ritmo dei rialzi dei tassi. Avremo la conferma o smentita mercoledì prossimo con un importante discorso di Jerome Powell. Valute: È stata una settimana positiva per la sterlina, che ha recuperato terreno contro la maggior parte delle valute. I cambiavalute si basano sulle elevate cifre sull'inflazione nel Regno Unito per spiegare questo vigore, in quanto ciò costringe la banca centrale ad alzare i tassi, ma sono cauti sulla continuità del fenomeno, vista la situazione dell'economia britannica. La sterlina è scambiata a 1,2104 dollari e a 1,1619 euro. Anche la moneta unica ha guadagnato terreno nei confronti del dollaro, attestandosi a 1,0418 dollari, prima di scendere nuovamente al di sotto di 1,04 dollari venerdì. Questa ripresa non è estranea a una nuova misura della banca centrale cinese per cercare di rilanciare un'economia che va a corrente alternata. Tassi: Negli Stati Uniti il mercato obbligazionario continua a recitare la parte di un rallentamento dei rialzi dei tassi da parte della banca centrale americana. Il titolo decennale è sceso dal 3,78% di una settimana fa al 3,71%. Le scadenze più brevi sono ancora invertite in previsione di un marcato rallentamento economico che tarda a materializzarsi. In Europa il Bund è ancora sotto il 2% a 10 anni, nonostante il netto rimbalzo di venerdì. L'OAT francese si aggira attorno al 2,4%, mentre il debito svizzero a 10 anni rende l'1% esatto. Criptovalute: Il Bitcoin è ancora insensibile a quanto accaduto con il caso FTX. Questa settimana la valuta digitale torna leggermente in territorio positivo, recuperando l'1,73% e aggirandosi intorno ai 16.500 dollari al momento in cui scriviamo queste righe. Con la fiducia nella criptosfera completamente volatilizzata, è probabile che ci vogliano diverse settimane prima che il mercato degli asset digitali torni ad attirare un gran numero di investitori. Nell'attesa di un ritorno di ottimismo sulle criptovalute, Amazon e Apple stanno producendo rispettivamente una serie e un film sul caos di FTX. Ce n'è abbastanza per far aspettare gli appassionati di criptovalute... Calendario: L'agenda macro della settimana è ricca di eventi, a partire dall'indice di fiducia dei consumatori statunitensi del Conference Board martedì. Mercoledì avremo la prima stima dell'inflazione di novembre in Europa, una nuova stima del PIL statunitense per il terzo trimestre, il sondaggio JOLTS sulle offerte di lavoro e un importante discorso del direttore della Fed Jerome Powell. Giovedì sono in programma l'inflazione PCE e l'ISM manifatturiero negli Stati Uniti, nonché una riunione dell'OPEC. L'agenda di venerdì prevede un discorso di Christine Lagarde e i dati sull'occupazione statunitense di novembre. Preferisco quando c'è decisamente meno calma Dopo la calma, la tempesta. Con la conclusione delle festività negli Stati Uniti, la prossima settimana sarà molto più ricca di statistiche e gli operatori potranno prendere atto dello stato di salute dei consumi delle famiglie statunitensi dopo il Black Friday e il Cyber Monday. *La performance settimanale degli indici e delle azioni si riferisce al periodo che va dall'apertura dei mercati il lunedì alla preparazione di questa newsletter il venerdì.La performance settimanale di materie prime, metalli preziosi e valute si riferisce a un periodo di 7 giorni da un venerdì al successivo, fino alla preparazione di questa newsletter. Tali attività continuano la loro quotazione nei weekend.
ZB 26 novembre 2022 alle 12:14
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