I dati macroeconomici scarseggiano, la stagione degli utili non è ancora entrata nel vivo e non sono previste decisioni imminenti sui tassi di interesse. Tuttavia, un vertice NATO ad alta tensione, i primi dettagli sulla riunione d'esordio di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve e l'andamento imprevedibile del prezzo del petrolio offriranno spunti sufficienti per tenere occupati i mercati.

Ecco i temi caldi della prossima settimana analizzati da Rae Wee a Singapore, Lewis Krauskopf a New York e Alun John, Amanda Cooper e Marc Jones a Londra.

1/ ALLA RICERCA DI INDIZI

Nella prossima settimana gli investitori cercheranno maggiore chiarezza sulla traiettoria dei tassi di interesse negli Stati Uniti, analizzando i verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve, la prima presieduta dal nuovo governatore Kevin Warsh.

Mercoledì i verbali della riunione di giugno saranno esaminati con attenzione per individuare potenziali divisioni all'interno della banca centrale e le opinioni dei banchieri centrali sull'impatto dei prezzi dell'energia, scesi significativamente nelle ultime settimane. Dopo la riunione, che gli investitori hanno interpretato come inaspettatamente hawkish, le scommesse su nuovi rialzi dei tassi si sono consolidate.

Lo stesso Warsh ha dichiarato che manterrà fermamente l'obiettivo di inflazione della Fed al 2% e che "deluderà" chiunque si aspetti una politica monetaria accomodante.

I mercati riceveranno inoltre le prime indicazioni su una stagione degli utili del secondo trimestre cruciale per gli Stati Uniti, con i risultati di PepsiCo e Delta Air Lines attesi la prossima settimana.

2/ LA CARTA TRUMP DELLA NATO

Il 7 e 8 luglio la Turchia ospiterà i leader dei 32 Paesi membri della NATO, insieme ad altri rappresentanti del Golfo e di altre regioni, per quello che si preannuncia come un vertice di due giorni fondamentale per un'alleanza militare in difficoltà.

L'ultimo summit si era concluso con l'impegno storico dei Paesi membri - a eccezione della Spagna - a destinare alla difesa l'equivalente del 5% del PIL entro il 2035. Ora i leader arrivano ad Ankara sotto pressione per dare seguito alle promesse ed evitare nuove minacce di ritiro dall'alleanza atlantica, che dura da 77 anni, da parte del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Oltre alle discussioni finanziarie principali e ai timori sullo scudo di sicurezza statunitense, potrebbero esserci novità sulla cosiddetta nuova banca della NATO, sostenuta dal Primo Ministro canadese Mark Carney.

Resta poi la questione di fondo, più complessa: può un'alleanza basata sul consenso muoversi alla velocità necessaria per affrontare le attuali sfide globali?

3/ C'È CALMA... TROPPA CALMA

Basta un attimo per perdere il filo. I futures sul petrolio sono tornati ai livelli precedenti all'inizio della guerra a fine febbraio. Dopo aver toccato a maggio il massimo da quattro anni a 126 USD al barile, i futures sul Brent si attestano ora poco sopra i 70 USD al barile, in seguito a una spirale ribassista la cui rapidità ha sorpreso tutti.

Nel 2022, a parità di settimane dall'invasione russa dell'Ucraina, i futures sul Brent con scadenza più vicina erano ancora superiori di circa il 13% rispetto ai livelli pre-conflitto, mentre il prezzo del greggio con consegna a 12 mesi era più alto di quasi il 10%.

Le scorte globali non sono ai minimi storici, ma devono comunque essere rimpinguate dopo prelievi record. Il petrolio scorre attraverso lo Stretto di Hormuz, ma a intermittenza, e gli impianti di produzione danneggiati dalla guerra non sono ancora tornati a pieno regime. Crescono i rischi di una nuova fiammata del greggio che pochi, al momento, sembrano aver messo in conto. La riunione del gruppo OPEC+ di domenica ha portato a un aumento della produzione, senza però fare molta chiarezza.

4/ LE FABBRICHE EUROPEE RALLENTANO

Il crescente deficit commerciale tra la Cina e l'Unione Europea sta causando preoccupazione a Bruxelles, dove il responsabile del commercio dell'UE ha appena incontrato il ministro del Commercio cinese.

Nei prossimi giorni una serie di dati e sviluppi permetterà di inquadrare meglio la situazione.

Sono attesi i dati sul commercio di maggio per Germania e Francia, oltre alla produzione industriale della Germania, tradizionale motore economico d'Europa.

Nel trimestre conclusosi ad aprile la produzione era già in calo, pertanto investitori e politici cercheranno segnali su come l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran possa aver dato slancio al settore.

Lo stato dell'industria manifatturiera nel cuore dell'Europa è ulteriormente evidenziato dalla situazione di Volkswagen, che sta valutando la chiusura di quattro fabbriche tedesche e il taglio di un massimo di 100.000 posti di lavoro. Secondo quanto riportato da Reuters, tali piani dovrebbero essere discussi nella riunione del consiglio di sorveglianza di VW del 9 luglio.

5/ UNIRSI AL CLUB

Mercoledì la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) annuncerà la propria decisione sui tassi. Gli investitori scommettono che la banca centrale possa seguire l'esempio della controparte australiana e procedere a un rialzo.

Sebbene alcune società di intermediazione abbiano ridimensionato le previsioni di aumento dei tassi dopo che il fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran ha riportato i prezzi del petrolio ai livelli pre-guerra, si prevede che l'inflazione rimarrà al di sopra del target della RBNZ per diverso tempo.

Ciò rafforza l'ipotesi di una politica monetaria più restrittiva, anche se questo potrebbe avvenire a scapito di un ulteriore indebolimento del mercato del lavoro del Paese.

Il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che la ripresa economica della Nuova Zelanda è stata rallentata dallo shock dei prezzi del petrolio e dall'accresciuta incertezza globale.

Sempre in Asia, i dati sull'inflazione di Cina, Thailandia, Filippine e Taiwan previsti per la settimana potrebbero rivelare ulteriori effetti di trasmissione derivanti dall'impennata dei prezzi energetici causata dal conflitto in Medio Oriente.