Giovedì sera, il costruttore aeronautico europeo ha annunciato di aver consegnato 67 velivoli nel mese di aprile, segnando un incremento del 20% su base annua. Da parte sua, Jefferies ne prevedeva 4 in meno. Nonostante il miglioramento del mese scorso, la banca d'investimento statunitense stima che dall'inizio dell'anno il numero di aerei consegnati sia in calo del 6%, penalizzato dai ritardi nelle forniture dei motori GTF di Pratt & Whitney e dai problemi di ispezione dei pannelli già ampiamente segnalati.

Inoltre, nel mese di aprile, gli ordini lordi si sono attestati a 28 unità, a fronte di 21 cancellazioni.

Jefferies rileva che i livelli di scorte di aerei pronti al volo sono ormai elevati, con 72 unità, senza contare un livello atteso di circa 50 'alianti' (aerei senza motori) in stock. A fine marzo, lo stock era di 64 unità, con circa 60 alianti.

Punti chiave del roadshow con Guillaume Faury

La banca d'investimento ha evidenziato diversi fattori di rilievo durante un tour con gli investitori insieme all'amministratore delegato del gruppo. Per quanto riguarda i ritardi nelle consegne dei motori Pratt & Whitney, i volumi per l'esercizio sono ormai definiti ma ben inferiori agli impegni precedenti. Sono in corso discussioni per il 2027, ma Airbus richiede compensazioni per le mancate consegne, sia tramite negoziazione commerciale che attraverso azioni legali qualora non venisse trovata una soluzione amichevole.

In merito alla crisi in Medio Oriente, il gruppo non ha riscontrato alcuna perturbazione operativa diretta e ritiene che le sfide logistiche possano essere superate. Airbus presterà inoltre attenzione alla situazione dei fornitori energivori che potrebbero dover affrontare fermi di produzione a causa degli elevati prezzi dell'energia, sebbene al momento non vi siano segnali in tal senso.

Gli analisti hanno mantenuto un giudizio 'hold' sul titolo Airbus, con un prezzo obiettivo di 185 euro.