MILANO, 8 giugno (Reuters) - Dopo mesi di speculazioni e di trattative sotto traccia la battaglia per la conquista di Banca Mps post-acquisizione di Mediobanca è entrata nel vivo con elementi concreti.

A irrompere con forza nella nuova ondata di risiko bancario in Italia è stata Intesa Sanpaolo, che ha scompaginato i piani di Banco Bpm lanciando un'Opas da 30,6 miliardi sull'istituto senese per dare vita al secondo gruppo dell'eurozona per capitalizzazione di mercato.

Per superare il rischio antitrust, Intesa si è mossa insieme a Unipol con cui aveva già avviato colloqui, e a cui cederà la metà dell'intera rete commerciale di Mps, destinata poi a confluire in Bper Banca, di cui detiene una quota rilevante.

L'obiettivo principale di Intesa, che manterrebbe circa 625 filiali di Mps e una quota limitata delle funzioni centrali, è quello di rafforzare il proprio posizionamento nel wealth management attraverso il controllo di Mediobanca.

L'AD Carlo Messina ha precisato che non intende acquisire Generali, il cui 13,2% detenuto da Mediobanca viene rafforzato con un ulteriore 3% in capo a Intesa per prevenire eventuali mosse difensive e consolidare un azionariato italiano forte della compagnia.

Messina ha detto che l'offerta su Mps, pur non essendo stata preventivamente concordata, è amichevole nei confronti degli azionisti della banca senese e si è detto fiducioso di ottenere il loro sostegno entro la conclusione dell'operazione a dicembre.

Nel corso di una call con gli analisti l'AD ha inoltre spiegato di avere buoni rapporti con i due principali azionisti di Mps -- Delfin, holding dei Del Vecchio, e l'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone -- sottolineando che la componente cash dell'offerta è stata pensata proprio per conquistarne il consenso.

Intesa Sanpaolo ha inoltre spiegato che dovrà lanciare un'Opa obbligatoria su Mediobanca se la fusione di quest'ultima con Mps non si completerà nei tempi previsti.

In una nota Mps ha detto in serata che le attività di integrazione con Mediobanca procedono come annunciato.

OFFERTA A PREMIO, 2,9 MILIARDI DI SINERGIE

Dal punto di vista finanziario l'offerta di Intesa Sanpaolo su Mps prevede un corrispettivo misto in azioni e contanti, con un rapporto di concambio pari a 16 nuove azioni Intesa per ogni 10 azioni Mps più 1 euro in cash per azione, implicando un premio del 12,5% rispetto al prezzo di chiusura di venerdì.

Intesa stima sinergie annuali ante imposte per circa 2,9 miliardi a regime, a fronte di oneri di integrazione per circa 2,1 miliardi, con utile netto atteso superiore a 16 miliardi nel 2029.

La distribuzione agli azionisti è vista a circa 61 miliardi tra il 2025 e il 2029, superiore ai 50 miliardi previsti dal piano industriale, con un extra cash di 2,7 miliardi atteso tra il 2026 e il 2027.

Sono previste assunzioni aggiuntive di circa 6.800 giovani entro il 2029 che andranno a compensare le uscite volontarie aggiuntive di pari numero.

UNIPOL PUNTA A POLO MPS-BPER

Interessata a espandere il proprio canale di bancassurance Unipol ha stretto un accordo per acquisire da Intesa una entità giuridica bancaria con il brand Mps e che comprende 635 filiali, libere dai crediti deteriorati, e la maggior parte delle strutture e delle attività centrali per un prezzo fino a 3,5 miliardi.

La compagnia guidata da Carlo Cimbri proporrà poi di fonderle in Bper sotto l'insegna Mps, creando il secondo operatore nazionale per numero di filiali.

Unipol prevede che il gruppo mantenga una solida posizione patrimoniale, con un Solvency Ratio superiore al 200%, e un CET1 ratio del business bancario risultante dalla combinazione oltre il 15%.

Stima inoltre già dal 2026 un monte dividendi di almeno 930 milioni, in aumento rispetto ai circa 800 milioni distribuiti sul 2025.

L'operazione sarà sostenuta da un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi da completare entro quest'anno, e ha già ha ottenuto la disponibilità ad aderire da parte delle principali coop azioniste.

PROPOSTA DI NOZZE DI BANCO BPM

Banco Bpm, considerata a lungo il candidato principale per una fusione con Mps, ha approvato ieri sera l'invio alla banca senese di una comunicazione per manifestare l'interesse a discutere un'operazione di integrazione.

L'operazione sarebbe strutturata come 'merger of equals', e punta a mantenere integro l'intero gruppo Mps creando un nuovo campione bancario nazionale con una capitalizzazione di mercato di oltre 50 miliardi di euro.

Messina ha definito l'approccio di Bpm a Mps come una "lettera d'amore", in contrapposizione alla concretezza della proposta della sua banca e ha sottolineato che l'offerta non è una risposta all'iniziativa di Bpm, ma piuttosto il contrario.

Secondo la normativa sulle Opa, l'offerta formale di Intesa impedisce ora a Mps di concordare i termini di un'operazione con Bpm senza l'approvazione preventiva dell'assemblea degli azionisti.

(Andrea Mandalà, editing Gianluca Semeraro)