(Alliance News) - L'OPS annunciata da UniCredit Spa su Commerzbank, dal valore di circa EUR35 miliardi, rappresenta solo una parte della strategia del gruppo guidato da Andrea Orcel, orientata a rafforzare il profilo paneuropeo e a crescere nei mercati chiave mantenendo disciplina nell'uso del capitale, scrive lunedì la Repubblica nel supplemento A&F - Affari&Finanza.

L'offerta sulla banca tedesca non nasce come una scalata immediata, ma come leva per superare la soglia del 30% e aprire un confronto con le autorità di Francoforte.

Alla conference di Morgan Stanley a Londra, Orcel ha spiegato che "l'unica strada per risolvere la situazione in un modo o nell'altro è attraverso un confronto diretto e costruttivo" e che l'operazione è servita a "sbloccare la situazione" dopo 18 mesi di stallo, lasciando aperta la possibilità di rivedere i termini in caso di esito positivo.

Restano però le resistenze della Germania, con il governo impegnato a difendere l'indipendenza di Commerzbank e la ceo Bettina Orlopp che chiede una proposta più articolata.

La Germania resta centrale anche per il contributo di Hvb, indicata come uno dei casi di successo della trasformazione del gruppo. L'operazione diventa così un banco di prova anche per l'integrazione bancaria europea, in un contesto in cui la Banking Union fatica a tradursi in pratica.

Il piano industriale 2026-2030 definisce obiettivi ambiziosi: UniCredit punta a portare l'utile dai EUR10,6 miliardi del 2025 a circa EUR13 miliardi nel 2028 e oltre EUR15 miliardi nel 2030, con un ritorno sul capitale in crescita dal 19,2% a oltre il 23% nel 2028 e intorno al 25% nel 2030, mantenendo un payout dell'80% e lasciando spazio a ulteriori distribuzioni o operazioni di crescita.

Dal punto di vista geografico, per il 2028 il gruppo prevede una ripartizione dell'utile con il 38% dall'Italia, il 37% da Germania e Austria e il 25% da Europa centro-orientale e Grecia. Quest'ultima area viene indicata come motore di crescita, con un PIL atteso circa doppio rispetto alla media Ue, mentre la presenza in Grecia è rafforzata dall'investimento in Alpha Bank.

In Italia, che nel 2025 ha generato il 41% dell'utile del gruppo, UniCredit intende consolidare una redditività elevata puntando su commissioni, risparmio gestito, assicurazioni e credito al consumo.

La strategia del gruppo si articola su tre direttrici: consolidamento nei mercati chiave, espansione nelle aree a maggiore crescita e trasformazione industriale con maggiore efficienza, tecnologia e uso dell'intelligenza artificiale.

Di Antonio Di Giorgio, Alliance News reporter

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