L'aggiornamento delle stime e l'inclusione parziale delle sinergie legate all'offerta di Poste Italiane supportano una revisione al rialzo della valutazione di Telecom Italia, secondo Berenberg, che conferma la raccomandazione 'buy' e alza il target price a EUR0,76 da EUR0,52 per le azioni ordinarie e a EUR0,88 da EUR0,52 per quelle di risparmio.

Nel report firmato da Paul Sidney, Nick Lyall e Shekhan Ali, gli analisti evidenziano come l'attuale offerta di Poste, pari a EUR0,65 per azione, appaia insufficiente per raggiungere la soglia minima di adesione del 67%, rendendo probabile un miglioramento dei termini, in particolare sulla componente cash, per ottenere il controllo.

La revisione dei target incorpora circa il 50% del valore attuale netto delle sinergie annunciate da Poste, pari a EUR4,4 miliardi, riflettendo un approccio prudente nella valorizzazione dei benefici attesi dall'operazione.

Sul fronte operativo, le stime indicano un'evoluzione graduale dei fondamentali. I ricavi sono attesi a EUR14,25 miliardi nel 2026, in calo rispetto ai livelli del 2024 e 2025, per poi tornare a crescere fino a EUR14,96 miliardi nel 2028. Parallelamente, l'Ebitda adjusted è previsto in miglioramento da EUR4,34 miliardi nel 2024 a EUR4,68 miliardi nel 2026, fino a EUR5,04 miliardi nel 2028.

La redditività mostra segnali di rafforzamento, con utile per azione adjusted atteso positivo a EUR0,03 nel 2026, in crescita rispetto a EUR0,01 nel 2025, e in ulteriore miglioramento fino a EUR0,04 nel 2028.

Anche la generazione di cassa è vista in aumento, con free cash flow previsto a EUR915 milioni nel 2026, rispetto a EUR736 milioni nel 2025 e EUR216 milioni nel 2024, per poi salire oltre EUR1 miliardo negli anni successivi.

Il profilo finanziario è atteso in progressivo miglioramento, con il rapporto debito netto su Ebitda in calo a 1,9 volte nel 2026 da 2,2 volte nel 2025 e 2,3 volte nel 2024, fino a 1,5 volte nel 2028.

Dal punto di vista valutativo, il titolo continua a trattare a sconto rispetto ai peer europei, con un rapporto EV/IC pari a circa 0,29 volte contro 0,59 volte del settore, implicando un valore teorico superiore a EUR1,00 per azione in caso di riallineamento. Anche il confronto sui multipli EV/Ebitda, pari a circa 6,4 volte per TIM contro circa 8 volte nelle transazioni recenti, rafforza la tesi di sottovalutazione.

Resta infine elevata l'opzionalità strategica, con potenziali driver rappresentati da un earnout fino a EUR2,5 miliardi legato a una possibile fusione tra FiberCop e Open Fiber, ulteriori sinergie industriali con Poste e un possibile consolidamento del mercato telecom italiano.

Nel complesso, secondo gli analisti, il titolo presenta ancora un interessante potenziale, supportato sia dal miglioramento operativo sia dalle opzioni strategiche disponibili.